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Old 10-Aug-22, 11:27
Giamol79 Giamol79 is offline
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Default Re: Esperienza vera.

*Dopo essere stato mollato dolorosamente dalla ragazza di cui sopra, inizio a frequentare la cugina, una biondina dagli occhi chiari, minuta, capelli corti, fisico magro ma non esile, la ragazza aveva fatto danza fino a poco prima che la frequentassi e ,anni prima da bambina fino alla prima adolescenza aveva fatto karate. Al epoca io avevo 25 anni, lei 20. Veniamo al sodo: partiamo per questo weekend presso una nota località di montagna, lei aveva un caratterino niente male, maliziosa e mi dava l idea di essere aggressiva e propensa a certe cose. Non sbagliai , eravamo in camera quando non ricordo più bene andammo sul argomento lotta, mi sembra che fossimo entrambi sdraiati, in effusioni, quando io giocosamente le dissi: sei così piccola che ho paura di romperti, lei piccata rispose: stai tranquillo , non mi romperesti nemmeno se lo volessi, anzi e più facile che io rompa te.... Io la guardai stranito e decisi di cogliere la palla al balzo, le dissi: ma figurati, sono il doppio di te come dimensioni e sicuramente come forza, lei rispose: certamente, ma la forza conta relativamente , io sono molto più agile di te, molto più sciolta e rapida, se dovessimo lottare non avresti speranza, e aggiunge con un sorriso malizioso e di sfida ti sottometto quando voglio. Io allora mi alzai, tolsi la maglietta, restai a torso nudo e pantaloncini e dissi: proviamo. Lei aveva un paio di pantaloni larghi tipo pigiama, calzini neri ed un top che gli copriva il piccolo seno. Iniziammo subito e lei era decisamente agguerrita, le piaceva lottare e faceva di tutto per soggiogarmi, io ero più pesante e cercai di bloccarla subito tenendole le mani e spingendole la schiena sul letto per salirle sopra, ma lei era molto astuta e rannicchiava le gambe frapponendo le sue ginocchia impedendomi di salire, io le dissi, sono troppo forte nelle braccia , non ce storia, lei con sguardo strafottente disse: ma io uso le gambe, mi spinse con le ginocchia creando un minimo spazio tra me e lei, poi con una scioltezza incredibile fece passare le gambe e me le strinse al collo, fu velocissima ad eludere la mia presa e mettermi in scissor, finii sul fianco , lei mi guardava con aria compiaciuta e disse, visto, ti ho bloccato, di che sei sottomesso. Ammetto che la situazione mi eccitava molto , non mi aspettavo che avesse NATURALMENTE questa vena " sadika". Io le presi le gambe e cominciai ad aprile, ma non feci in tempo, lei mollò la scissor , mi spinse con i piedi e con rapidità balzò seduta sul mio petto, mi mise subito le ginocchia sulle braccia e mise i suoi piedi sotto le mie ascelle, in modo da potermi controllare meglio, era quasi seduta sul mio collo, diceva: dai, sottomettiti, metti da parte l'orgoglio, non sei al mio livello, mi guardava con aria soddisfatta e strafottente. Io cominciai a dimenarmi per disarcionarla, lei era bravissima a starmi sopra e intanto diceva: dove vuoi andare.... Usai la mia forza al massimo e riuscii a liberarmi, ma lei era molto rapida, ogni volta che stavo per liberarmi cambiava strategia costringendomi sempre alla difesa, infatti appena mi liberai dallo sforzo finii a pancia in giù, mi ritrovai lei seduta sulla schiena che iniziò a graffiarmi ovunque, io mi rigirai furiosamente ma lei più rapida di me si alzò dalla mia schiena, appena tornati a pancia in su lei mi piombò con un ginocchio sulla faccia mi spinse il ginocchio in faccia tenendomi bloccato, potevo vedere a malapena il suo sguardo arrogante e divertito, mi disse: sono ancora sopra di te, avanti dillo che sei sottomesso, è troppo orgoglioso questo ragazzo.... Io come sempre mi dimenai fino a liberarmi , cercai di afferrarla, ne seguì una fase concitata dove ero quasi riuscito a prenderla, ma lei furbamente mi colpì nelle parti basse ( non forte, ma abbastanza per farmi portare le mani a protezione ) , lei ne approfittò e fulminea mi rimise le gambe al collo , ero di nuovo in trappola in un altra sua scissor, lei stringeva , mi guardava sempre con lo stesso sguardo compiaciuto per come riusciva a controllarmi, io iniziai a diventare rosso e lei disse: cosa c'è, ti manca l aria? Dillo che sei sottomesso . Le afferai le gambe come prima per allentare la presa, lei la allentò subito e cambiò presa velocemente, chiudendomi il collo con le caviglie, fece una torsione e io caddi su un fianco sul letto, lei diva: sottomettiti, forza,sei troppo lento , io sempre più affaticato le presi le caviglie per liberarmi , ma come sempre lei mi anticipò, mi liberò di scatto e prima che potessi reagire era di nuovo seduta sul mio petto in pin, ginocchia sulle braccia e piedi ancorati quasi sotto le mi ascelle. Mi guardava con le mani ai fianchi, il suo sguardo era malizioso, divertito e arrogante, mi disse: a guardarti così mi fai pena, sei ancora lì bloccato, non sei stufo di subire? Io cercai di dimenarmi, anche se con meno energia, lei mi aveva bloccato così bene che mentre mi dimenavo mi controllava standomi sopra senza nemmeno spostare le mani dai fianchi. Smisi di dimenarmi e lei disse: potrei anche sputarti in faccia da qui, e iniziò a trattenere uno sputo, poi disse ,ma è troppo umiliante e tu mi fai troppa pena, ma adesso dillo che sei sottomesso,sono troppo sciolta e agile per te, sei sconfitto. io cercai ancora di dimenarmi per liberarmi, lei mi lasciò girare a pancia in giù e restò seduta sulla mia schiena, io istintivamente portai una mano all' indietro, lei la afferrò e mi girò il braccio sulla schiena eci si sedette sopra , poi cercò di prendermi l altra mano , alla fine nella concitazione mi fini il braccio bloccato dietro e la sua gamba girata con il piede sopra la mia nuca, sentii lei dire: ho trovato: ora non ti liberi più, fece la stessa cosa con la sua altra gamba ed il mio altro braccio, morale: ero intrappolato in una Lotus cocke, non credo sapesse bene cosa fosse, ma ci era arrivata per gradi. I suoi piedi erano incrociati sulla mia nuca, ero completamente bloccato, lei disse: wooo guarda come ti ho messo., Ti ho umiliato..... Adesso devi dirlo, sei sottomesso a me, dillo. Io non riuscivo a muovermi ma non parlavo, allora lei strinse leggermente le ginocchia dicendo: quindi.... Parli o no: io dissi: ok , ok , mi arrendo, lasciami, lei rispose: no no, devi dire: sono sottomesso a te, dai , dillo , di la parola magica, intanto strinse le ginocchia, dopo poco dissi: sono sottomesso a te. E mi liberò

Last edited by Giamol79; 10-Aug-22 at 16:53.
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