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Old 28-May-22, 09:21
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Default Re: Amore e wrestling

LEGATO 2
Non so dire dove fosse arrivato il conteggio, forse oltre il minuto, posso solo dire che per stare al tuo gioco mi ero impegnato a trattenere il respiro sotto di te il più a lungo possibile… forse esagerai io a resistere, o forse esagerasti tu a tenermi soffocato troppo a lungo, fatto sta che ad un certo punto cominciai a dibattermi sempre più freneticamente.
Dapprima tu mi dicevi “…resisti ancora un po', amore, stai andando alla grande…”, ma poi i miei contorcimenti divennero preoccupanti, ero in preda ad un panico incontrollato, l’asfissia stava diventando pericolosa…
Subito ti sollevasti preoccupata, mentre io, finalmente libero di respirare, ansimavo e tossivo paurosamente… ti togliesti di sopra e ti mettesti seduta a fianco a me, eri terrorizzata a vedermi in quello stato…
“Amore riprenditi, ti sciolgo subito… perdonami…”
“…aspetta…”
ansimai, “…ora mi passa… aspetta a sciogliermi…”
“No! Che dici, basta! Mi hai spaventata… è un gioco troppo pericoloso… non mi piace!!”

Ormai mi ero ripreso e mi ero calmato.
“No, davvero, tesoro, non sciogliermi ancora. Ho sbagliato io, dovevo farti capire prima che non ne potevo più, tu mi hai trattenuto di più perché sembrava che io ce la facessi ancora a resistere…”
Eri ancora spaventata e preoccupata, fosse stato per te avremmo chiuso subito quell’esperimento, ma io volli proseguire, lo facevo per te, perché l’idea era stata tua e non volevo deluderti… ti amavo troppo…
“Dai amore, non essere preoccupata… ormai è passata… ora sappiamo come fare per evitare situazioni pericolose, voglio che continuiamo… anzi ti propongo di farlo invertendo la tua posizione… mettiti seduta sulla mia faccia dandomi le spalle…”
Non eri molto convinta, ma cedesti alle mie insistenze, e ti sistemasti come ti avevo proposto, ma adesso eri molto guardinga, esitavi a calarti sulla mia faccia come avevi fatto in precedenza, ma io ti invitai a non avere troppe remore.
“Dai amore… fallo… fallo come l’hai fatto le altre volte… ti prometto che appena sono in difficoltà te lo faccio capire…”
Mi avvolgesti le natiche intorno alla faccia e mi bloccasti le vie respiratorie, ma avvertivo la tua tensione, era evidente che eri pronta a sollevarti al primo segnale… rimasi senza respirare per un po'… ma prima mi ero impaurito anche io… dopo pochi secondi iniziai ad agitarmi, e tu al primo segnale immediatamente ti sollevasti.
Senza dire niente mi sciogliesti e ti coricasti al mio fianco, accucciata contro di me come una gattina fra le mie braccia…
“No, davvero, basta con questo gioco, abbiamo provato, ma non funziona, è troppo pericoloso…”
Desti una sbirciatina al mio cazzo molle ed inerte…
“…e poi è evidente che non ti eccita per niente… ma so io come fare per rimediare…”
Mi baciavi e mi mordicchiavi sensualmente le labbra e le orecchie e contemporaneamente mi sfioravi delicatamente il cazzo e mi sussurravi parole dolcissime… in breve il tuo obiettivo fu raggiunto…
Mi abbracciavi teneramente e ti davi da fare con amore, probabilmente volevi farti perdonare per prima, forse non eri mai stata così dolce e tenera, ma io non avevo niente da perdonarti, se avevo sopportato fino allo stremo la mancanza d’aria lo avevo fatto per te, perché a te piaceva quella situazione.
A me piaceva molto meno ma era il mio amore per te che mi aveva spinto fino al limite, e te lo dissi.
“No, amore, non dirmi questo… abbiamo stabilito che le cose che facciamo debbono essere gradite ad entrambi… anzi ti prego di non farlo più, non dobbiamo fare qualcosa controvoglia, anche se all’altro piace… altrimenti abbiamo visto che viene male…”
Avevi ragione, ti abbracciai stretta e ti baciai con passione, ma tu subito ti sciogliesti dall’abbraccio e mi guardasti con un’espressione maliziosa…
“…adesso non esagerare con le smancerie… non pensiamoci più alla faccenda del legarti al letto… ma ti ricordo che io sono in grado di ottenere lo stesso risultato con le mie mani, non ho bisogno di legarti per immobilizzarti e sottometterti… hai presente o devo rinfrescarti la memoria?”
Nel dire così mi girasti sulla schiena e mi venisti sopra a cavalcioni sul petto, guardandomi minacciosamente negli occhi…
“…mi sa che hai bisogno di un ripasso…”
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