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Old 18-Jan-22, 16:00
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Default Re: Amore e wrestling

IDEA GIUSTA
E così, entrambi emozionati, cominciammo a lottare.
Intanto però non avevamo neanche un’idea precisa su cosa indossare durante il combattimento.
Di sicuro non potevamo essere vestiti normalmente, e discutemmo se essere nudi o meno.
Alla fine io decisi che avrei indossato un semplice slip da bagno. Tu invece optasti per un completo mutandine-reggiseno ed autoreggenti nere che io conoscevo molto bene… un’accoppiata che su di me faceva sempre un’impressione enorme.
Infatti ne avevi preso nota fin dalla prima volta che avevamo fatto l’amore… e non a caso ti presentasti in questo modo al primo scontro…
Ben presto, però, anche se avevi notato l’effetto che faceva su di me vederti ed affrontarti in quell’abbigliamento, eliminasti le autoreggenti, perché durante la lotta si sfilacciavano o non tenevano, e ti infastidivano…
Poi, in seguito, durante i corpo a corpo, succedeva che anche il reggiseno ti desse fastidio, ed allora te lo toglievi. Ma il più delle volte te lo slacciavi guardandomi dritto negli occhi, per provocarmi ed impedirmi di concentrarmi nella lotta.
In realtà, il tuo abbigliamento da combattimento era un’arma nelle tue mani… un’arma di distrazione che ti dava un forte potere, un’arma di cui ti servivi sapientemente su di me…
La prima volta che ci trovammo uno di fronte all’altra, pronti al combattimento, nessuno dei due sapeva bene come e cosa fare, eravamo impacciati, e ci avvinghiammo cercando di atterrarci a vicenda. Ma ben presto ci rendemmo conto che con la nostra inesperienza rischiavamo di farci male cadendo in maniera scomposta, e fummo molto cauti.
E così all’inizio più che altro furono esperimenti confusi, stavamo attenti soprattutto a non procurarci dei danni, eravamo un po' goffi, ma non ci scoraggiammo, perché la voglia era troppa, e continuammo.
Poi le cose iniziarono a funzionare, soprattutto quando mi venne un’idea.
Ricordando che facevi pilates ti invitai a stringere con tutta la tua forza le gambe intorno al mio tronco, “voglio vedere quanto sei forte” ti dissi.
La cosa ti piacque ed eccitò la tua fantasia, perché ti ci mettesti subito di impegno, con tanto entusiasmo che dopo poco dovetti chiederti di smettere, e non fingevo mica, la pressione delle tue gambe incrociate sul tronco cominciava ad essere intollerabile.
“Meno male che mi stringevi il tronco, ora che ho sperimentato la forza delle tue gambe mi fa paura pensare a quello che potresti farmi quando fra le tue cosce c’è la mia testa …e ci si trova spesso…”
Appena sentisti queste parole si accese una luce strana nei tuoi occhi: “Proviamolo subito!”
Ero interdetto, il tuo sembrava un diktat, la prospettiva mi inquietava, ma mi eccitava anche, non potevo e non volevo sottrarmi.
“Va bene, proviamo, ma vacci piano…” ti risposi un po' preoccupato.
“Non avrai mica paura di me, amore?” mi dicesti con aria da finta ingenua, tutta sorridente e provocante mentre allentavi la stretta sul tronco e mi avvolgevi la testa con le cosce afferrandomi alla nuca…
Ti piegasti di fianco e mi schiacciasti la faccia contro l’inguine.
Ti eri messa comoda su un fianco, mi tiravi con forza la nuca, e al tempo stesso aumentavi progressivamente la pressione delle cosce. Avvertivo un vago ronzio nella testa, e lo stretto contatto con le tue parti intime mi provocava difficoltà di respirazione.
Ti guardai, eri concentrata a chiudere la trappola, lo sguardo fisso sulla mia faccia per verificare l’effetto della presa, nei tuoi occhi leggevo tutta la soddisfazione che ti dava la situazione di dominio su di me.
In quel momento ero la tua vittima, mi scrutavi tutta intenta ad osservare le mie reazioni, ansimando con la bocca leggermente aperta per l’eccitazione.
Io cercai di sopportare, ma la forte pressione al collo combinata con un principio di asfissia mi costrinsero alla resa e dovetti ammettere che non ce la facevo più a resistere.
La resa però non ti bastò, e guardandomi intensamente negli occhi con un’espressione inquietante, che non ti avevo mai vista prima, mi sussurrasti: “Guardami bene…non basta che dire che non ce la fai più a resistere…voglio sentirti dire: mi sottometto…”.
Il tuo sguardo ed il tono della tua voce erano eloquenti… ero in difficoltà… mi sentivo prigioniero senza alcuna possibilità di fuga… non avevo alternative e dissi che mi sottomettevo.
Allentasti subito la pressione delle cosce, ma eri ancora in preda all’eccitazione per avermi costretto a sottomettermi, e per un po' sfogasti la tua libidine strusciandomi in faccia il pube prima di lasciarmi la nuca.
Poi, lentamente il tuo volto si distese in un dolce sorriso che prese il posto dell’espressione truce di poco prima, e mi ricopristi di teneri baci sul collo che un attimo prima stavi stritolando.
“Perdonami tesoro…ma era questo che desideravi, no?” mi chiedesti tutta premurosa mentre io mi massaggiavo il collo, ancora con il respiro in affanno ed il sapore della tua fica in bocca.
“Sì amore…lo ammetto…sei stata brava…mi hai strapazzato un pò, ma in fondo mi hai fatto quello che ho sempre sognato…”
Nel frattempo avevi notato la mia erezione, e volesti verificare.
“Ooh, tesoro, ma è proprio vero che ci godi ad essere sottomesso!... Ce l’hai di marmo!... D’ora in poi ti farò sempre questo trattamento prima di scoparti!”.
Ero ancora leggermente intontito mentre mi saltavi addosso e mi scopavi furiosamente alla tua maniera…
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