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Old 05-Feb-23, 13:34
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Default Wendy e Paul

01
Wendy e Paul erano cugini, cresciuti insieme fin da bambini, stessi giochi, stessi amici, stesse scuole, stessi interessi.
Diventati adolescenti, Paul si era presa una cotta per Wendy, ma era timido, e non aveva mai trovato il coraggio di dirle niente. Lei però aveva intuito benissimo, voleva bene al cugino e gli era affezionata, ma non ricambiava lo stesso sentimento.
In seguito Wendy aveva fatto le sue esperienze con altri ragazzi, mentre Paul non aveva mai avuto una vera e propria relazione con una ragazza, tranne fugaci episodi senza importanza.
I due cugini erano venuti su ben fatti, atletici e molto sportivi, ed avevano praticato molti sport con buoni risultati, ma entrambi avevano una particolare predilezione per il wrestling. Fare la lotta era uno dei tanti giochi innocenti che facevano da bambini, poi entrambi si erano appassionati alla lotta intesa come sport, e l’avevano praticata con successo fin da ragazzi, ottenendo anche qualche affermazione nei tornei scolastici.
Paul era forte, ma Wendy lo era altrettanto, ed aveva mostrato talento, tanto che aveva ottenuto buoni risultati nei vari tornei cui aveva preso parte, riuscendo spesso a battere anche avversari maschi.
Al torneo di fine anno dell’ultimo anno di liceo, Wendy e Paul si erano trovati di fronte come avversari in semifinale, ed avevano entusiasmato il pubblico con l’incontro più bello e combattuto di tutto il torneo.
Il match era stato lungo e con un andamento altalenante, entrambi i ragazzi si erano più volte trovati in posizione di vantaggio l’uno sull’altra, ma nessuno dei due riusciva a prevalere.
Alla fine Wendy aveva schienato ed immobilizzato un esausto Paul, grazie al suo allenamento ed alla sua maggiore resistenza fisica, ed aveva vinto, ma poi era stata battuta in finale da un altro ragazzo, troppo forte per lei, mentre Paul aveva vinto la finale per il terzo posto contro una ragazza forte, ma non agguerrita come la cugina.
Dopo il liceo Wendy era andata al College, ed aveva proseguito con lo sport, soprattutto con il wrestling, entrando a far parte della squadra femminile di lotta, seguita da una coach di grande bravura ed esperienza, che aveva affinato le sue doti tecniche, facendo di lei una lottatrice molto forte, una delle più brave del team.
Wendy vinceva molti incontri nei tornei universitari a cui prendeva parte, ed era orgogliosa dei suoi risultati, ma aveva un cruccio.
Al College poteva affrontare solo avversari del suo sesso, e le mancavano gli allenamenti ed i match con Paul, che la divertivano molto di più, anche se non avrebbe saputo dirne il motivo.
Paul, invece, dopo il liceo aveva preferito rendersi economicamente indipendente, ed aveva accettato un lavoro che lo aveva portato lontano. Per più di un anno era stato via, non aveva più visto Wendy, e non aveva praticato alcuno sport perché era troppo impegnato con il lavoro.
Ma poi si era reso conto che l’esperienza lavorativa era deludente, e sentì che gli mancavano le cose che aveva lasciato, gli amici, lo sport, Wendy, e gli incontri di lotta con lei…
Dopo un anno e mezzo di lontananza tornò nella sua città ed andò subito dalla cugina, e le chiese di aiutarlo a tornare in forma, dopo tanto tempo di inattività.
Lei fu molto felice del suo ritorno e gli promise di aiutarlo, proponendogli subito di riprendere dal wrestling, la loro passione comune.
“Grazie, Wendy, sapevo di poter contare su di te, sei una vera amica.”
“Certo, Paul, sono felice del tuo ritorno, mi sei mancato, come amico e come compagno di allenamenti, ed anche come avversario. Sai, al College mi alleno e combatto sempre e solo con altre ragazze, alcune anche molto brave, ed ho una coach formidabile, che mi ha fatto crescere notevolmente nella tecnica di lotta, ma mi mancano tanto i nostri combattimenti, e cominciavo a temere che la mia passione per il wrestling potesse diminuire.”.
“Tu almeno hai continuato a fare dello sport, e soprattutto hai continuato con il wrestling, eri forte già prima, immagino che adesso sarai imbattibile…”
“Dai, non esagerare… Comunque tengo a dirti che, anche se mi alleno e combatto regolarmente, non mi è più capitato un incontro bello e stimolante come quella mitica semifinale contro di te, te ne ricordi?”
“Se me ne ricordo? E come potrei dimenticarmela? Per un po' ci ho sofferto, ma poi me ne sono fatto una ragione, ed ho capito che la tua vittoria era stata meritata.”
“Per me è un ricordo bellissimo, è stato un incontro entusiasmante, eravamo di pari forza, ed ho vinto io solo perché ero più allenata di te, avevo più resistenza, mentre tu non ti allenavi abbastanza. Adesso che sei tornato e riprendiamo a lottare insieme, sarò più stimolata di prima, e farò in modo di trasmettere anche a te i suggerimenti della mia coach. Ti va?”
“Se mi va? Io per me, sono entusiasta, solo che sono fermo da tanto tempo, mentre tu hai fatto un sacco di progressi, e così temo di non essere un avversario alla tua altezza…”
“Sciocchezze, Paul, ti allenerai con me, e vedrai che dopo poco tempo tornerai il lottatore forte di quando eravamo ragazzini, e ci divertiremo come un tempo…”
“Ok, Wendy, sono pronto a cominciare”
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  #2  
Old 13-Feb-23, 13:22
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Default Re: Wendy e Paul

02
Il giorno dopo i due ragazzi si ritrovarono nel locale attrezzato con un tappeto da wrestling, lo stesso posto dove si erano sempre allenati ed affrontati prima della partenza di Paul.
“Grazie, Wendy, eccoci qua, come ai vecchi tempi, mi dispiace di non poter essere un avversario alla tua altezza, purtroppo mi sono lasciato andare, e non sono tanto in forma…”.
“Ok, non preoccuparti, ci sono qua io, ci penso io a rimetterti in sesto”.
Anche se cercavano di darsi un tono, di restare indifferenti come se si trattasse di fare un semplice allenamento, in realtà i due cugini erano eccitati all’idea di affrontarsi di nuovo, dopo tanto tempo.
I loro combattimenti erano molto mancati ad entrambi, ed adesso che erano nuovamente di fronte, pronti a darsi battaglia, se ne rendevano pienamente conto.
Lei in particolare, che non aveva più lottato con un uomo, cercava di frenare la sua impazienza, ma fremeva all’idea del corpo a corpo con Paul, e non vedeva l’ora di cominciare …(((Meno male che sei tornato, cugino, non vedo l’ora di metterti di nuovo le mani addosso…))).
Wendy si era presentata al combattimento a seno nudo, non senza malizia, e Paul, che non se lo aspettava, rimase piacevolmente sorpreso.
“Ehi, Wendy, ma al College lottate a seno nudo?”
“Beh, sì, sai… fra ragazze, ci alleniamo così…per caso ti imbarazza? Preferisci che indossi il reggiseno?”
“Oh, no, è solo che non ci ero abituato, stai benissimo così…anche troppo!”
“Grazie del complimento, Paul. Allora, che ne dici, cominciamo?”
“Sono pronto!”
Paul era consapevole di essere in condizioni di inferiorità nei confronti di Wendy, perché era stato fermo per più di un anno, mentre lei aveva sempre continuato a praticare il wrestling, e lei era brava già prima.
Cercò di scherzarci sopra, dandosi un tono, ma in realtà era timoroso, e per di più era imbarazzato all’idea dell’imminente contatto con la cugina a seno nudo…
“Sono pronto, Wendy, anche se non sono in forma, ma sono sicuro di batterti lo stesso!”
“Dici davvero, Paul? Ma se ti battevo quando eri in forma, figuriamoci adesso…”
“Allora hai già dimenticato che ti battevo sempre…”
“Cosa? Tu mi battevi sempre? A quanto pare devo rinfrescarti la memoria…”
Paul non riusciva a togliere gli occhi di dosso alla cugina (((Cavolo, Wendy è davvero sexy… non devo farmi distrarre…))), mentre lei, che sentiva quegli sguardi su di sé, era sempre più impaziente di cominciare la lotta…
Paul cercò di restare concentrato mentre si metteva in posizione, e Wendy iniziava a girargli lentamente intorno con gli occhi sempre fissi sul cugino ed uno sguardo minaccioso…
“E va bene, non vincevo sempre io, qualche volta ti ho lasciata vincere…”
“Ah, sì? TU mi hai lasciata vincere?”
“Ok, scherzavo… qualche volta sei riuscita a battermi…”
“Ah, ecco, stavi scherzando… mi sa che in tutto questo tempo hai dimenticato tutte le volte che ti ho immobilizzato e mi hai supplicata di liberarti…”
“Io supplicarti? Adesso non esagerare…”
”Esagero? Ok, fatti sotto e vediamo se esagero…”
“Eccomi!”
I ragazzi si lanciarono l’uno verso l’altra, e Paul cercò di afferrare Wendy alla vita.
“Attenta, Wendy, ti prendo!”
“Non preoccuparti per me, Paul, sei tu che devi stare attento!”
“Ok, starò attento, sono fuori forma, ma non sarò diventato un rammollito completo!”
“No, Paul, non credo che tu sia un rammollito, ma in ogni caso non hai nessuna possibilità contro di me…”






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Old 21-Feb-23, 11:50
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Default Re: Wendy e Paul

03
Paul riuscì sullo slancio ad afferrare Wendy e la trascinò al tappeto, trattenendola in una presa sotto le ascelle.
“Visto Wendy?”
“Visto cosa?”
“Ti ho atterrata e ti tengo ferma…”
“Ah, sì? Pensi di avere già vinto?”
“No…non ancora…ma…”
“Non farti illusioni, Paul, il tuo vantaggio durerà poco…”
“Può darsi, ma per ora sono io che ti sto sopra e ti tengo…”
“Aspetta…aspetta…”
Paul si illudeva, credeva di avere bloccato Wendy, ma lei era diventata abile nella lotta, ed aveva molta più esperienza di lui. Infatti al College, sotto la guida degli istruttori, aveva svolto lunghe sessioni di allenamento di lotta a terra, ed aveva imparato ad uscire da situazioni di svantaggio peggiori di quella.
La ragazza inarcò la schiena e la presa di Paul cominciò subito a cedere…
“Ehi, che stai facendo, Wendy?”
“Niente, Paul, mi sto liberando… te l’avevo detto di aspettare a cantare vittoria…”
Wendy, veloce come una gatta, sgusciò dalla presa di Paul (((…e adesso comincia il divertimento, caro cugino…))), ed immediatamente cominciò a manovrare per ribaltare la situazione a suo vantaggio.
“Dannazione, Wendy, come hai fatto a liberarti?”.
“Allenamento, Paul, solo allenamento…”
Wendy si era ormai liberata della debole presa di Paul, e lo aveva inchiodato con una presa ferrea alla testa. (((…ti tengo, cuginetto, e non ti mollo più…))). Mentre lo teneva bloccato, iniziò a ruotare su se stessa.
“Adesso sei tu quello che deve liberarsi.”
“Aaaaargggghhh!!!!”
“Provaci pure, Paul, ma non credo che ce la farai…”
“Porc… sono bloccato!”
“Certo! E questo è solo l’inizio…”
“Che vuoi dire?”
“Porta pazienza, lo vedrai presto…”
Senza mai mollare la presa alla testa, Wendy afferrò e bloccò anche un braccio di Paul. Ora lo teneva saldamente con entrambe le braccia, e completò la rotazione su se stessa. Appena fu in posizione, fece passare una gamba sotto il corpo del cugino, e si preparò a chiudere una forbice al tronco.
“Ci siamo quasi, Paul, fra poco dovrai arrenderti…”
“Dann… cosa vuoi farmi?”
“Si vede che sei fuori esercizio, Paul, dovresti aver capito che sto per intrappolarti in una forbice al tronco…”
“Cazzo! No!”
“Eh, sì, invece sì…”
Wendy aveva bloccato Paul, e le sue gambe allenate gli si erano avvolte abilmente attorno al tronco. (((Ti ho preso, Paul, sei mio…))). La tagliola era scattata, il ragazzo era intrappolato fra le forti gambe della cugina.
“Porc… mi hai preso davvero…”
“Visto? Che ti dicevo?”.
Wendy si mise comoda e sistemò al meglio la forbice, incrociando le caviglie, e sorridendo soddisfatta si apprestò a stringere la morsa per obbligare il cugino alla resa.
“Dannazione, mi sono fatto fregare come un pollo, e ora che succede?”
“E ora succede che ti costringo ad arrenderti…”
“Ehi, stai stringendo forte…”
“Certo, Paul, se non ce la fai a resistere devi sottometterti…”
“Sottomettermi? Te lo scordi…”
Wendy stringeva sempre di più, per rendere la pressione delle sue gambe intollerabile per il cugino. Lo invitò ad arrendersi…
“Dai, Paul, arrenditi, non puoi resistere alla pressione!”
“No! Mai!!!”
“Andiamo, non fare lo stupido orgoglioso, sei fuori allenamento, non puoi farcela, non mi costringere a farti male…”
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Old 01-Mar-23, 12:00
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Default Re: Wendy e Paul

04
Inaspettatamente, Paul riuscì a liberare un braccio, ma restava ancora bloccato fra le gambe di Wendy.
“Ehi, Paul, allora non sei poi così fuori forma, hai liberato un braccio…”
“Già, cosa credevi, di dominarmi tanto facilmente?”
“Ok, ma come vedi ti tengo ancora in mio potere, sei sempre intrappolato nella forbice…”
“Aspetta che adesso mi libero anche dalla forbice…”
“Ma davvero?”.
Wendy si mostrava sicura di sé, ma in realtà era contrariata per il piccolo successo di Paul, e decise di applicargli una presa di gambe ancora più letale. (((E va bene, Paul, la prima non è andata, vediamo come te la cavi con questa…))).
Allentò la stretta al tronco e manovrò per intrappolare la testa del cugino fra le cosce.
“Caro cugino, mi sa che sei caduto dalla padella nella brace…”
“Ma che stai tentando di fare, una forbice alla testa?”
“Esatto, Paul. Vedo che non hai dimenticato tutte le volte che ti ho sottomesso in questo modo…”
“No! La forbice alla testa no!”
Paul ricordava molto bene il senso di oppressione e di frustrazione che aveva provato in passato quando Wendy era riuscita ad applicargli quella presa e lo aveva costretto alla resa.
Lottò furiosamente per sottrarsi alla presa, non voleva assolutamente finire in quella trappola letale, si dibatté selvaggiamente, e in qualche modo riuscì ad impedire a Wendy di avvolgergli la testa fra le cosce. (((Forse non sono ancora da buttare, ma lei è diventata troppo forte, non so come ho fatto a sfuggirle…))).
La tagliola non era scattata. Wendy era delusa e contrariata, ma si complimentò con il cugino, e gli diede un buffetto, mentre il ragazzo si riprendeva ansimando dal violento sforzo.
“Cavolo! Ti sei liberato! Bravo!”
“Grazie Wendy…. non so come ho fatto. Adesso sono stremato, dammi un minuto per riprendermi...”
“Certamente. Facciamo una piccola pausa. Comunque, per essere fuori forma, sei stato bravo. Prima, quando ci affrontavamo regolarmente, difficilmente riuscivi a sfuggire ad una forbice alla testa.”
“Beh, vuol dire che non sono ancora del tutto arrugginito…”
“No, evidentemente non lo sei. Però sono sicura che alla fine non potrai sfuggirmi, e ti batterò, ma a quanto pare dovrò impegnarmi più di quanto pensassi…”.
Paul si era ripreso, non ansimava più, e fece un cenno a Wendy. Lei era inginocchiata di fronte a lui, e lo guardava, in attesa di riprendere, riflettendo su come costringerlo alla resa.
I ragazzi erano pronti a riprendere la lotta.
“Ok, Paul, riproviamo?”
“Sì, riproviamo”.
“Bada che prima mi hai sorpresa, ma stavolta non ti permetterò di sfuggirmi…”
“Vedremo…”
“Forse ti avevo sottovalutato perché non combatti da più di un anno, ma non ripeterò l’errore…”
“E’ vero che sono stato fermo per tanto tempo, ma non posso aver dimenticato tutto quello che avevo imparato negli anni passati a lottare con te…”
“…ed a perdere con me…”
“Haha…spiritosa…”
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Old 08-Mar-23, 12:29
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Default Re: Wendy e Paul

05
Wendy e Paul si rialzarono e si misero in posizione, studiandosi reciprocamente.
(((Devo stare molto attento, se mi becca di nuovo non mi darà scampo))).
(((Non devo permettergli di sfuggirmi di nuovo))).
Mentre studiava i movimenti della cugina, Paul non riusciva a distogliere lo sguardo dalle magnifiche tette di Wendy… Lei ovviamente notò la cosa, e decise di trarne vantaggio.
(((Mi sta fissando le tette…ok, ora so che cosa devo fare… stavolta niente forbici, lo atterrerò e lo sottometterò in maniera diversa))).
Wendy ripensò alle tecniche che aveva appreso al College, e decise la strategia.
“Ehi, Wendy, mi stai guardando fisso, perché mi guardi in quel modo?”
“Anche tu mi stai guardando fisso… ma io ti sto guardando negli occhi…sai, sto pensando alla sorpresa che ti sto preparando…”
“Sorpresa? Che sorpresa?”
“Sì, Paul, qualcosa che non avevi mai sperimentato prima…”
Wendy aveva deciso di applicare al cugino delle tecniche di sottomissione che aveva imparato negli allenamenti al College, e poi aveva messo in pratica nei combattimenti con le altre ragazze del wrestling.
La ragazza ricordava molto bene il senso di umiliazione e di frustrazione provato quando aveva subito lei quelle tecniche, e la sensazione di forza e di potere di quando era stata lei ad applicarle alle avversarie.
Ora era determinata a verificare cosa avrebbe provato sottoponendo il cugino, un maschio invece di un’altra ragazza, a quelle stesse tecniche, immobilizzandolo e rendendolo impotente a reagire, ed immaginava che una vittoria su di lui, ottenuta in modo particolare, sarebbe stata ancora più eccitante per lei.
(((Una sottomissione erotica è eccitante fra ragazze, ma dovrebbe essere addirittura esaltante su un maschio, e lui è il soggetto adatto per questo esperimento…)))
Mentre Paul continuava a fissarle le tette, Wendy iniziò a girare lentamente intorno a lui, aspettando il momento giusto per attaccare.
“Allora, Wendy, non vuoi dirmi niente di questa sorpresa? Devo preoccuparmi?”
“Penso proprio di sì, perché ti costringerò ad arrenderti. Non potrai fare alcuna resistenza…”
“Che significa, Wendy, non vorrai mica farmi del male?”
“Ma che dici, stupido, io farti del male? Aspetta e vedrai, sono tecniche di lotta che abbiamo imparato e messo in pratica al College, sempre fra ragazze, voglio proprio vedere l’effetto che faranno su di te, su un maschio…”
“Boh, non ci capisco niente…”
“Stai tranquillo, capirai… capirai… e credo che, dopo, non ti dispiacerà…”
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Old 16-Mar-23, 14:15
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Default Re: Wendy e Paul

06
Paul si rendeva conto che continuava a fissare le tette di Wendy, mentre lei gli girava lentamente intorno, e con malcelata malizia faceva in modo da tenergliele sempre in bella evidenza.
Paul temeva che questa situazione le desse un vantaggio, perché, a differenza della cugina, lui non era completamente concentrato, ma era distratto dallo spettacolo che lei gli offriva….
Così, più che altro per togliersi dall’imbarazzo, si lanciò improvvisamente verso il basso, con l’intenzione di afferrare Wendy alle gambe e ribaltarla.
Ma la mancanza di allenamento e di abitudine al combattimento lo avevano reso molto lento. Lei, invece, allenatissima, e determinata ad imporre il suo dominio sul cugino, veloce come una gatta, si spostò di lato, e mandò a vuoto il tentativo.
Con movimenti fulminei afferrò Paul, e con poche energiche contorsioni lo trascinò al tappeto.
Il goffo tentativo del ragazzo l’aveva agevolata nella strategia che aveva in mente…
“Oh, grazie, Paul, sei venuto ad infilarti nella trappola da solo…”
“Maledizione! Sono diventato troppo lento!”
“Sì, questo è vero, ma, credimi, ti avrei acchiappato lo stesso…”
Approfittando subito dell’insperato vantaggio, Wendy tenne Paul bloccato al tappeto, e gli avvolse le gambe intorno al tronco. Ma quello che aveva in mente non era la solita forbice. Wendy era ormai diventata un’esperta della lotta a terra, ed il cugino era già totalmente in suo potere…
“Ci siamo, Paul, fra poco dovrai sottometterti a me!”
“No! Non voglio! Non così presto!”
“Mi dispiace, Paul, ma non dipende dalla tua volontà, sarò io ad importelo, e tu non potrai farci niente, dovrai subirlo…”
“Non mi avevi mai detto cose simili, nemmeno quando eri in vantaggio e mi stavi battendo…”
“Beh, è passato molto tempo dall’ultima volta che si siamo affrontati…”
“Volevo dirtelo già prima, ti trovo cambiata, ora trovo che sei diventata…direi crudele…”
“Cosa? Io sarei diventata crudele?”.
Nel frattempo Wendy si era girata su se stessa, trascinando con sé Paul. Ormai il ragazzo era stato quasi completamente rovesciato sulla schiena, e lei era pronta ad immobilizzarlo.
“Ci siamo, Paul, stai per essere immobilizzato, e poi ti sottometterò!”
“Porc… sei diventata davvero cattiva…”
“Perché mi dici queste cose? Stiamo lottando e ti sto battendo, non sono né crudele né cattiva…”
“No, sei cambiata… prima, quando vincevi, ti limitavi a contarmi ed era finita, ora pare che battermi non ti basti più…”
“No, Paul, si tratta soltanto di tecnica di lotta. E’ vero che prima mi limitavo a contarti, quando ti avevo immobilizzato, ma adesso il mio obiettivo è la sottomissione dell’avversario.”
“Cioè vuoi vedermi umiliato? E’ questo che vuoi adesso?”
“Non si tratta esattamente di questo, Paul. La nostra coach del College ci ha insegnato la tecnica, ma anche la psicologia della lotta.”
“Cosa? Che c’entra la psicologia con la lotta?”
“C’entra. La coach ci ha spiegato che per ottenere una vittoria completa su un avversario, chiunque esso sia, bisogna costringerlo alla resa, cioè bisogna fargli sentire di non avere scampo e che si dichiari vinto, non basta un conteggio. In questo momento tu il mio sei avversario, e ti costringerò a sottometterti...”.
Intanto, mentre parlava con il cugino, Wendy aveva completato la rotazione del corpo di Paul. Ora gli stava completamente sopra, e si apprestò ad immobilizzarlo per obbligarlo ad arrendersi, come gli aveva annunziato.
Paul avvertì la determinazione della cugina.
Altre volte era stato immobilizzato e battuto da Wendy, ma mai prima aveva percepito una simile voglia di sopraffazione da parte di lei.
“E quindi, se riesci ad immobilizzarmi, non mi conterai, come facevamo una volta?”
“Esatto, Paul. Ti inchiodo al tappeto e ti libero solo quando ti sottometterai a me…”
“Non so se mi piace questo modo di lottare…”
“Sai, Paul, non siamo più due ragazzini, quello che facevamo prima era poco più di un gioco. Quando sarai tu a battere me, farai lo stesso…”
“Mah, non credo che io sarei in grado di fare una cosa del genere a te…”
“Non lo farai perché sarò io a vincere… e comunque, se ci rifletti, lottare con questa regola è più eccitante, non trovi?”.
Nel frattempo, mentre parlava con Paul, Wendy l’aveva quasi completamente immobilizzato, bloccandogli le braccia.
Inoltre, per confonderlo e distrarlo, gli aveva appoggiato le tette sulla faccia, come per caso.
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Default Re: Wendy e Paul

07
Paul avvertì un brivido nella schiena, al contatto eccitante della sua faccia con le magnifiche tette di Wendy. La ragazza, approfittando dell’imbarazzo del cugino, ora poteva mettere in atto il suo piano: la sottomissione di Paul con un prolungato SGP.
“Ecco fatto, Paul, le tue braccia sono bloccate! Sei mio!”
“No! Non ancora!”
“Invece sì, Paul, ti ho inchiodato giù e ti vengo sopra…”
“Wendy! Così non è leale!”
“Cosa non è leale?”
“Ti presenti a combattere a seno nudo, ora mi hai messo le tette in faccia e mi hai distratto, prima non lo facevi…”
“Oh, andiamo, che sarà mai… non saranno le prime tette che vedi…”
Paul non rispose alla provocazione, ed oppose tutta la resistenza di cui era capace, per non farsi immobilizzare, nonostante l’imbarazzo dello sfregamento sulla faccia delle tette di Wendy.
Riuscì in qualche modo a sollevare le braccia, impedendo alla cugina di bloccarlo definitivamente…
“Bravo, Paul! Non mi aspettavo tanta resistenza da parte tua!”
“Non…non voglio essere dominato tanto facilmente…”
“Sì, capisco, è giusto da parte tua, però… è proprio quello che succederà alla fine…”
“Cioè?”
“Fra poco non ce la farai più, non hai mai avuto molta resistenza, ricordi il famoso match di semifinale, quando ho preso il sopravvento perché eri esausto?”
“Me lo ricordo fin troppo bene, e allora?”
“Succederà come allora. Appena cesserà la tua resistenza ti monto sopra e ti immobilizzo con un SGP…”
“Ma questo lo facevamo anche prima, anche io ti montavo sopra e ti contavo, e lo stesso facevi tu…”
“Adesso sarà diverso, cugino… ti monto e ti immobilizzo…e poi ti tengo sotto e ti guardo negli occhi fino a quando sarai tu a chiedermi di liberarti…”
“Ma…perché fai questo se hai già vinto?”
“Te l’ho detto, è il modo per importi il mio dominio, l’ho sperimentato con le altre ragazze, con te sarà molto più eccitante…”
Wendy riuscì finalmente a bloccare le braccia di Paul, ora poteva montarlo e portare a termine il suo piano. Sollevò il busto e si spinse in avanti, mettendo un ginocchio sulla spalla del cugino.
“Fatto, Paul, ti vengo sopra, preparati ad una lunga immobilizzazione!”
“Dannazione! Mi stai fregando!”.
Wendy poggiò anche l’altro ginocchio sulla spalla di Paul, era ormai certa di avere avuto la meglio, e guardò trionfante il cugino.
“Ci siamo, Paul, ora guardami e dimmi quando sei pronto a sottometterti…”
“No!”.
Paul era rimasto sgradevolmente colpito dall’atteggiamento di Wendy.
Lui poteva accettare la sconfitta, era avvenuto altre volte, ma non intendeva sottomettersi a lei, non voleva essere umiliato in quel modo.
Raccolse tutte le forze e fece uno sforzo supremo.
“Aaaarrrrggggghhhh!!!!!!!”
Riuscì a sollevare le braccia ed a spostare Wendy all’indietro…Lei non poteva sistemarsi come avrebbe voluto…
“Cazzo, Paul! Come hai fatto?”.
Paul approfittò del momento favorevole e disarcionò la ragazza, che non se l’aspettava.
Si era liberato, Wendy non era più sopra di lui, ma seduta al suo fianco sul tappeto.
I cugini si guardarono. Paul era stremato per i troppi sforzi violenti che aveva fatto fino a quel momento per non soccombere, e lei era visibilmente delusa e contrariata perché il cugino aveva mandato a monte il suo piano.
“Ok, Paul, ti sei liberato di nuovo, ti avevo proprio sottovalutato…”
“Non so come ho fatto, Wendy, è stata la tua voglia di umiliarmi che mi ha fatto scattare la molla della ribellione, ma ora sono sfinito, sono svuotato di forze…”
“Non vorrai mica smettere proprio adesso, Paul?”.
Lui in realtà avrebbe smesso volentieri, almeno per quel giorno, ma avvertì la sfida nelle parole della ragazza, non poteva sottrarsi.
“No, possiamo continuare.”
“Sai, ora ho davvero capito che non sei diventato un rammollito, ma sei sempre un avversario all’altezza, devo impegnarmi di più…”
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Default Re: Wendy e Paul

08
Wendy adesso era ferocemente determinata, e non diede tempo a Paul di prendere fiato. L’afferrò di nuovo alla testa, con maggiore energia di prima, lui non doveva sfuggirle più dalle grinfie... (((Stavolta ti inchiodo sul serio…vediamo se non riesco a sottometterti, cugino…))).
La ragazza si rimise subito in piedi, tenendo Paul inginocchiato di fronte a sé con la testa bloccata, e si preparò a mettere in atto il suo piano. (((Porc… non mi ha fatto neanche rifiatare, deve essere incazzata sul serio…))).
Il piano di Wendy era semplice ed efficace: rovesciare il cugino sul dorso, bloccargli le braccia, e poi immobilizzarlo standogli sopra, per impedire ogni suo movimento. (((Vedrai che adesso ti sistemo a dovere, caro Paul…))).
Wendy aveva afferrato saldamente Paul, ed iniziò immediatamente a dare forti strattoni, energiche manovre di torsione del busto dell’avversario inginocchiato, per sbilanciarlo e rovesciarlo sul dorso. (((Ancora qualche strattone e sei fatto…))).
“Ehi, vuoi rovesciarmi sul dorso, è così?”
“Proprio così, Paul, hai capito perfettamente, del resto è qualcosa che hai già dovuto subire, vedo che te ne ricordi bene…”
Lui intuì che se Wendy riusciva a rovesciarlo stavolta era finita. Con un tentativo disperato puntellò una mano a terra per ostacolare la manovra della ragazza. (((Si illude se pensa di fermarmi con quella mano puntata a terra…))).
Il tentativo di Paul in realtà rallentò solo di poco la manovra implacabile di Wendy.
“E’ una buona mossa difensiva, Paul, ma non ti servirà…”
“Per il momento ti ho fermata…”
“Ah, sì, tu credi?”.
Wendy afferrò con decisione il braccio di Paul che la tratteneva, e lo spinse via… (((Sei fottuto, cugino…))). Paul non aveva più nessun puntello per opporsi alla rotazione…
“Che ti dicevo?”
“Cazzo!!!”
“Ora non hai più difese, sei tutto mio!”.
Senza più appoggi, Paul fu facilmente rovesciato sulla schiena, e Wendy gli piombò sopra con tutto il suo peso.
“Ecco fatto, Paul, ti ho messo in posizione, adesso devo solo immobilizzarti, ed è fatta!”.
Wendy aveva portato il cugino dove voleva, gli bloccò subito un braccio, poi gli bloccò anche l’altro e lo tenne fermo con una gamba.
“Lo sai che succede adesso, Paul?”
“Mmm…temo di sì…mi ricordo di questa mossa, l’ho fatta anche io su di te…”
“Già, solo che adesso sono IO che lo faccio a TE, e tu non puoi farci niente…”.
Wendy spinse con forza il braccio di Paul fra le sue cosce e lo bloccò, mentre teneva inchiodato l’altro, e gli annunziò trionfante che non aveva nessuna via di fuga.
“Fatto, Paul! Le tue braccia sono bloccate, non puoi più muoverle…”
“Maledizione! Mi stai immobilizzando!”.
“Proprio così, cugino, ti ho immobilizzato come ho fatto tante altre volte…”
Le braccia di Paul erano entrambe bloccate, ora Wendy doveva solo stare su di lui con tutto il suo peso per impedirgli di liberarsi.
“Siamo in posizione, Paul, ora, se vuoi, prova pure a liberarti, ma ti avverto che non ce la farai…”
Paul era completamente immobilizzato sotto la presa della cugina, e lo sapeva, ma provò comunque a spostare Wendy. Lei lo prese in giro, con una risatina di scherno.
“Oh, vedo che ci provi… da sportiva apprezzo il tuo tentativo, ma ti annuncio che è inutile…”.
Paul era furibondo con Wendy, che non solo lo stava sconfiggendo ed umiliando, ma lo derideva pure, e ci provò in tutti i modi, ma ottenne solo di esaurire tutte le sue forze residue. (((Niente da fare, mi ha fottuto, è più forte, ma perché mi deve umiliare?))).
Wendy lo aveva immobilizzato a regola d’arte, e non si spostava di un centimetro. Alla fine Paul rinunciò e giacque esausto.
“Non ce la faccio più, Wendy, hai vinto…”
Paul si aspettava che lei si sollevasse e lo liberasse, dopo che aveva ammesso la sconfitta, ma si sbagliava, Wendy non si spostava, non lo contava, e rimaneva saldamente sopra di lui…
“Wendy, ho detto che hai vinto, ho ammesso la mia sconfitta, perché non ti sollevi, perché non mi conti?”
“Sollevarmi? Contarti? Hai dimenticato quello che ti ho detto prima?”.
“Ah, già, pretendi che io mi dichiari vinto, ma è quello che ho fatto…”
“No, Paul, non ci siamo capiti… voglio che tu ti sottometta…che tu riconosca che ti ho dominato…”
“Ma, insomma, che vuoi precisamente?”.
La ragazza esigeva una sottomissione totale del cugino per liberarlo, ma Paul faceva fatica a comprendere.
“Voglio sentirti dire, ora che sei sotto il mio potere: -Wendy, mi hai dominato alla lotta, mi sottometto a te, ti supplico di liberarmi-“
“Cooosaaa? Devo supplicarti? Ma sei diventata matta?”
“Cugino, se ancora non l’hai capito, ti tengo immobilizzato sotto di me per tutto il tempo che voglio, e tu non vai da nessuna parte, non ti libero se non ti sottometti a me esattamente come ti ho detto…”

Paul era esterrefatto, finora non aveva compreso fino in fondo l’atteggiamento della cugina, ma era oggettivamente in balia di Wendy, e lei a quanto pare faceva sul serio. Si sentì profondamente umiliato, ma non aveva alternative, e si assoggettò…
“…ok…mi…mi hai… mi hai dominato… mi… mi…mi sottometto a te…ti…ti prego… liberami…”
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Default Re: Wendy e Paul

09
Con molto sforzo, Paul aveva obbedito all’ordine perentorio di Wendy, si era sottomesso e l’aveva supplicata di liberarlo.
La ragazza aveva raggiunto il suo scopo, ed aveva ottenuto quello che voleva: costringere con la forza suo cugino a sottomettersi a lei.
Appena Paul ammise di essere sotto il suo dominio, Wendy si sollevò e lo liberò. La ragazza era soddisfatta ed eccitata, mentre il cugino si sentiva profondamente umiliato.
Eppure, accanto al senso di umiliazione, il ragazzo provava anche qualcosa di strano.
I cugini restarono immersi nei loro pensieri. Sentivano che era accaduto qualcosa di particolare fra loro, qualcosa di nuovo e difficilmente spiegabile.
(((Ok, era quello che volevo, è stato eccitante…sottomettere Paul è molto più esaltante che farlo ad una ragazza…))).
(((Wendy ha esagerato, non so se si è resa conto di quello che mi ha fatto, eppure… non ci capisco niente…. mi ha inflitto un’umiliazione terribile… e nonostante questo ho una strana sensazione…))).
Wendy si era sollevata, ed era rimasta inginocchiata a guardare Paul accanto a lei, ma lui non si rialzava e teneva gli occhi chiusi… Capì che il cugino era rimasto molto scosso dalla sottomissione che aveva subito, e si intuiva che era anche molto confuso…
“Che c’è, Paul? Perché non ti alzi? Non ti ho mica fatto male?
“No…no, non mi hai fatto male”.
“Allora sei troppo stanco? Vuoi che smettiamo?”
“No, Wendy, sono stanchissimo, ma non è questo… è che mi hai troppo umiliato… non dovevi farlo…”
“Ma, Paul, te lo avevo detto da prima, non si tratta di questo, io non voglio la tua umiliazione…”
“E allora perché mi hai costretto con la forza a dirti… quelle cose terribili?”
Wendy sentì che doveva spiegarsi meglio con Paul, lei aveva sempre voluto bene al cugino, non voleva vederlo depresso come un cane bastonato, e soprattutto temeva che non volesse più lottare con lei.
“Dai, non fare così, alzati, vieni su e parliamone con calma…”
“Va bene, dammi solo un minuto per riprendermi dallo schock.”.
Wendy era preoccupata per lo stato di demoralizzazione del cugino, e lo baciò affettuosamente mentre lui si rialzava, ancora in totale confusione.
Lo aiutò a rialzarsi, si misero seduti, e cercò di fargli capire la filosofia della lotta secondo la famosa coach del College, esortandolo a riprendersi per continuare.
“Paul, se ci rifletti, nella lotta l’obiettivo dei due contendenti è la vittoria sull’avversario, e vittoria su un avversario vuol dire atterrarlo, immobilizzarlo, metterlo con le spalle a terra. Quindi si tratta in ogni caso di sottomettere qualcuno, l’essenza della lotta è la sopraffazione, la sottomissione dell’avversario, giusto?”
“Sì, questo è vero”.
“E chi perde, lo sconfitto, dal momento che è sopraffatto, immobilizzato, sottomesso dall’altro, comunque subisce un’umiliazione, non credi?”.
“Beh, sì, in un certo senso… ma c’è il conteggio, la sottomissione dura solo qualche secondo, e poi è finita…”.
“Va bene, ma si tratta pur sempre di sottomissione, e quindi anche di umiliazione, no?”.
Paul era poco convinto, ma Wendy continuò, decisa a mettere tutto in chiaro.
“Ce lo ha spiegato molto bene la coach del College. Lei da giovane è stata una lottatrice di successo, ed aveva ottenuto risultati importanti. Secondo lei nella lotta l’unico limite invalicabile è il rispetto per l’incolumità fisica dell’avversario. Ma, a parte quello, per rendere più realistico un combattimento, qualunque combattimento, l’obiettivo di un lottatore deve essere la completa sottomissione del perdente. Capisci adesso perché, dopo che ti ho immobilizzato, non ti ho contato, ed ho preteso la tua sottomissione esplicita?”
“Ok, ma faccio fatica a capire, così facendo mi sono sentito troppo umiliato, in questo modo diventa molto difficile accettare una sconfitta…”
“Vedi, Paul, anche io, nei primi tempi al College, provavo questa sensazione quando perdevo un incontro e la mia avversaria mi costringeva a riconoscere la sua superiorità, ma poco alla volta mi ci sono abituata. Poi, quando ho cominciato a vincere i miei combattimenti, l’ho fatto anche io, ed è diventata una cosa normale.”
Paul la guardò, intento.
“Davvero dici che una cosa del genere può diventare la normalità?”
“Sì, certamente, e ti dico di più. Tu oggi non sei in grado di battermi in un combattimento, come avveniva in passato, ma se ti impegni come mi sono impegnata io, tornerai ad essere un avversario temibile, e qualche volta mi batterai.”
“E allora?”
“Se tu, oggi, mi avessi battuta, e mi avessi costretta a sottomettermi a te, io non ci avrei sofferto più di tanto, ma avrei semplicemente pensato alla rivincita…”
“Sul serio l’avresti presa con tanta leggerezza?”
“Sì, Paul, e poi… trattandosi di me e di te…”
Wendy fece un pausa imbarazzata, stava per toccare un tasto molto sensibile…
Guardò il cugino che l’osservava incuriosito per quella pausa, e si decise. (((A questo punto è meglio dirsi tutto…))).
Paul intuì che Wendy non gli aveva detto tutto.
“E poi, a proposito di noi due, dicevi?”
La ragazza fece un respiro profondo.
“Pensaci un momento, Paul, ora non siamo più due timidi adolescenti, possiamo dirci tutto con franchezza…”
“Cioè’? A che ti riferisci?”
“Non credi che ci sia una forte componente erotica nella lotta…?”
Paul restò sorpreso e spiazzato, non si aspettava una simile svolta nella loro discussione…
“Beh…sì…penso di sì…non saprei…”
“Ma certo che sì… pensaci… due persone di sesso opposto quasi nude avvinghiate corpo a corpo per sopraffarsi a vicenda, come nel caso nostro,…la componente erotica è evidente…”
Paul cominciava a capire…
“Wendy, stai dicendo che c’è tensione erotica fra me e te quando lottiamo?”.
“A me sembra ovvio. Non ci avevi mai pensato prima?”
“No…finora no…non mi pare…”
“Noi due non ci affrontavamo da tanto tempo, e quando lo facevamo prima io stessa avvertivo sensazioni confuse, il pensiero dominante era sconfiggerti, non riflettevo sulle altre implicazioni della situazione…”
“Io meno che mai. Anche a me è sempre piaciuto lottare con te, molto più che con altri ragazzi, ma non mi ero mai posto un simile problema…”
Wendy guardò fissamente il cugino.
“Dopo che la coach mi ha aperto gli occhi sulla filosofia della sottomissione, mi sono resa conto di quanto è eccitante dominare e sottomettere un avversario, e finora lo avevo fatto solo con altre ragazze…”
“Allora… vuoi dire che dominare me è stato più eccitante?”
“Certo che sì, Paul, sei un maschio, è ovvio, anche se sei mio cugino…”
“Ma… quindi per te era eccitante…anche prima…?”
“Penso di sì, anche se non me ne rendevo conto. Mi piaceva troppo batterti.”
“Anche a me piaceva batterti…”
I ragazzi si soffermarono su quello che si erano detti. Si stavano rendendo conto che si stavano facendo confidenze imbarazzanti. (((Paul è imbarazzato, ma è meglio chiarirsi.)))
“E… sei proprio sicuro che non provavi niente di particolare quando lottavi con me?”
“Non…non lo so… certo che batterti e metterti sotto non mi era indifferente…”
“Ecco, vedi? Sarebbe stato strano il contrario, e…?”
“E…?”
“Ed oggi… non provavi niente a lottare con me?”
“Wendy… mi stai mettendo in imbarazzo…”
“Diciamo che non ti era indifferente essere avvinghiato con me, è così?”
“Sì…non posso negarlo, vederti a seno nudo ed affrontarti in un corpo a corpo mi dava…una certa sensazione…non so…”.
“E… visto che siamo in tema di confidenze, ti faccio la domanda più difficile…”
“Oh, Dio… che altro c’è?”
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Default Re: Wendy e Paul

10
I cugini erano arrivati al punto più imbarazzante, soprattutto per Paul. (((Devo tirargli fuori tutto…))). Wendy gli prese una mano e lo guardò dritto negli occhi.
“Te lo chiedo senza tanti giri di parole, Paul…eri eccitato… mentre ti sottomettevo?”.
“Eh? Coosaa?”
“Dai, non far finta di non capire… anche se ti ho costretto alla sottomissione con la forza, ho avuto la netta sensazione che in fondo quella situazione non ti dispiacesse…”.
“Ma…no…non mi pare proprio…ho provato solo una profonda frustrazione…”.
“Pensaci bene, Paul, è importante anche per te essere consapevole delle tue tendenze, e poi non ci sarebbe niente di male, in fondo è una cosa molto diffusa…”.
Paul era sconcertato. Ricordava bene la sua strana confusione di poco prima, ma non aveva assolutamente pensato che gli potesse piacere essere dominato dalla cugina.
“Ah, sì?”.
“Ne parlavamo molto fra ragazze, e più di una ammetteva senza problemi che, pur lottando per vincere, si eccitava quando veniva dominata. E tutte erano convinte che questo sentimento sia molto più diffuso fra gli uomini, e lo penso anche io.”.
“Tu dici?”.
“Dico di sì. Io credo che se un uomo ed una donna si affrontano in una lotta, molti uomini godono più ad essere dominati che a dominare… non è così anche per te, Paul?”
“Oggi vuoi proprio mettermi in imbarazzo... Non so cosa risponderti, Wendy.”
Wendy intuiva di avere colto nel segno, ma Paul faceva molta fatica ad ammettere la sua tendenza. (((Lo so che lui è così, sono sicura, lo sento…devo aiutarlo a capire se stesso…a mettere tutto fuori…))). Gli parlò con tono carezzevole.
“Il tuo imbarazzo è comprensibile, Paul, ma penso che tu debba sbloccarti, secondo me non c’è niente di vergognoso ad avere certe tendenze…”.
“Wendy, faccio troppa fatica ad aprirmi con te…”.
“Ok, non insisto. Sai che dobbiamo fare?”
“Cosa?”.
“Dobbiamo semplicemente continuare a combattere…sono convinta che tutto verrà fuori nel modo più spontaneo e più naturale…”
“Tu credi?”
“Ne sono certa. Per me è stato così. Già prima pensavo che sarebbe stato particolarmente eccitante sottomettere un maschio, poi, quando ho saputo che ti avrei rivisto e che avremmo di nuovo lottato, ho subito immaginato e desiderato dominare e sottomettere il caro cuginetto con cui ho lottato fin da bambina. Adesso poi, che ho capito le tue tendenze…”.
“Mi stai dicendo…”
“Ti sto dicendo che mi piace essere una dominatrice, che godo a sottomettere un maschio nella lotta…e… godo a sottomettere te…”.
“Ed io, invece…”
Wendy era decisa a mettere tutto in chiaro, lei voleva continuare a lottare con suo cugino, e voleva anche che prendesse coscienza delle sue inclinazioni.
“E tu, invece, sei diverso…”
“E cioè io…”
“A te piace essere sopraffatto e dominato da una lottatrice…”
“E…quindi…anche…anche da te…?”
“Soprattutto da me, Paul. Non so cosa potresti provare con un’altra donna, ma sento quello che provi a lottare con me. In fondo l’ho sempre intuito, prima in modo confuso, poi più chiaramente…”
“Ed oggi? Secondo te cosa provavo?”
“Oggi mi è stato chiaro in maniera definitiva. Dopo tanto tempo che non ci affrontavamo, ho avvertito subito che eri su di giri. Anche io ammetto che ero eccitata, ma, quando ti ho messo sotto, ho percepito nettamente una tua eccitazione particolare, diversa, e l’ho ricollegata alla situazione del momento…”
“Dici davvero, Wendy? Io sono così? Ero eccitato mentre mi sottomettevi”
“Sì, Paul, ne sono sicura. Eri eccitato già prima, all’idea di affrontarmi, ma lo eri soprattutto MENTRE ti costringevo alla sottomissione…”
“Ma…io ho fatto di tutto per non essere sopraffatto da te…”
“E’ vero. Non volevi essere battuto, come è normale che sia, e certamente non sei stato tu a lasciarmi vincere, hai opposto resistenza, eppure avvertivo nettamente che il mio dominio su di te ti stuzzicava… ammettilo.”
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