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Old 18-Sep-22, 21:04
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Dopo il feroce trattamento ricevuto da te, Irene era sparita. Credo che avesse intuito la tua animosità ingiustificabile nei suoi confronti, e per questo aveva deciso di sparire.
A me dispiacque il suo allontanamento volontario, perché avevo stima ed amicizia per lei, nonostante le tante sconfitte che avevo subito; Irene era diventata troppo brava per me, e non avevo nessuna difficoltà ad ammetterlo.
I nostri combattimenti erano stati molto corretti, e lei, che vinceva quasi tutte le volte, era stata sempre rispettosa con l’avversario sconfitto.
C’era cordialità e rispetto fra me ed Irene, e probabilmente questo era il motivo recondito della tua ostilità verso di lei…
Così riprendemmo le nostre vecchie abitudini, ci allenavamo insieme ed ogni tanto ci scontravamo, ed io dovevo ogni volta sperare che tu non fossi di cattivo umore…
Le cose andarono avanti stancamente, finché, molti mesi dopo, ricomparve improvvisamente Irene, con una grossa novità.
Si era fatta viva con te e ti aveva avvisata che sarebbe passata da noi, per capire se era gradita o meno, e tu fosti contenta del suo ritorno.
Una sera Irene venne da noi, in compagnia di un uomo.
“Ciao, sono felice di rivedervi, permettetemi di presentarvi Lorenzo, il mio compagno”
Ci spiegò che lo aveva conosciuto più di 6 mesi prima, che si erano piaciuti, ed avevano deciso di provare a stare insieme, e la cosa funzionava.
“E poi, sono lieta di dirlo in particolare a voi, che per me siete un esempio, gli ho inoculato il virus della lotta, e lui è stato contagiato in pieno”.
“Ma davvero?”
Dicemmo io e te all’unisono.
“Sì, lui era assolutamente digiuno di lotta, non ne sapeva niente, e non se ne era mai interessato, ma io gli ho raccontato la vostra storia e la mia, e si è convinto a provare.”
“E poi?”
chiedesti tu, incuriosita.
“E poi ho fatto con lui come tu hai fatto con me, ho cercato di insegnargli quello che sapevo, ho iniziato ad allenarlo, e dopo qualche perplessità lui ha cominciato ad appassionarsi. Adesso ha fatto dei progressi, e non può farne a meno della lotta, ci alleniamo regolarmente ed ogni tanto ci affrontiamo, naturalmente non in modalità competitiva.”
Eri sempre più incuriosita.
“Brava Irene, sono contenta che tu abbia un compagno, e che anche lui sia diventato un appassionato di questo sport. Lorenzo, permetti una domanda?”
“Certamente”.
“Sei davvero appassionato della lotta, o lo fai per solo assecondare la donna che ami?”.
Non so perché, la tua domanda non mi era piaciuta, ma Lorenzo non si scompose.
“Non ho difficoltà a risponderti. Quando Irene mi ha fatto capire che la lotta era la sua passione, sono rimasto alquanto interdetto, ma poi lei mi ha raccontato la sua storia, e mi ha fatto capire quanto le aveva fatto bene imparare a lottare con te come coach, e che era guarita dalla depressione. Inoltre mi ha detto che voi siete una coppia felice anche grazie allo sport che praticate insieme. Così ho voluto provare sotto la sua guida. Poco alla volta mi sono appassionato, ho fatto qualche piccolo progresso, ed eccoci qua. Sono felice di conoscervi.”
“Ed infine”
intervenne Irene “Se per voi va bene, Lorenzo ed io vorremmo partecipare alle vostre sessioni, nella maniera che riterrete più opportuna. Così sia io che lui potremo fare progressi.”
Ti guardai negli occhi, e risposi per primo.
“Io sono felicissimo che tu sia tornata, e che ci sia anche Lorenzo con te. Per quanto mi riguarda sono pronto a riprendere le sessioni con te, anche se penso che tu nel frattempo avrai fatto ulteriori progressi, e sarai diventata ancora più brava di prima, certamente molto più brava di me, lo eri già prima.”
Adesso toccava a te.
“Concordo. Siete i benvenuti. Era diventata una noia continuare a battere sempre e solo lui, che invece non ha fatto nessun progresso. Avevamo bisogno di una ventata di novità. E, per cominciare, per rendermi conto del vostro livello attuale, cominciamo subito con un match semicompetitivo tra Irene ed il mio compagno. Lorenzo assisterà insieme a me al vostro combattimento, e si farà un’idea. Poi si vedrà.”
“Per me va bene”
disse Irene.
“Anche per me, possiamo incominciare subito”, risposi io.
Irene ed io ci cambiammo ed indossammo un costume da combattimento. Irene aveva un due pezzi castigato, come quelli che indossava in precedenza.
Andammo sul tappeto e ci stringemmo la mano.
“Non maltrattarmi troppo” le dissi per scherzare. Lei mi sorrise e si mise in posa.
Il match non fu molto diverso da quelli che avevo sostenuto in precedenza contro di lei. Solo che in tutti quei mesi Irene era diventata ancora più brava tecnicamente, ed aveva mantenuto e fortificato il suo splendido fisico.
Dopo una breve fase di studio ci afferrammo e cominciò la lotta.
Dopo qualche schermaglia, Irene, che mi aveva agganciato efficacemente, riuscì a portarmi a terra. Io evitai di cadere sulla schiena ed andai a terra a faccia in giù, mentre lei mi aveva già afferrato alle spalle con una mezza nelson, e manovrava per girarmi sulla schiena.
Riuscii per un momento a sollevarmi sulle ginocchia, ma lei mi riportò immediatamente giù e mi afferrò al petto dalle spalle. Mi inchiodò a terra premendomi un braccio sulla nuca, e mi bloccò le gambe con le sue standomi sopra con tutto il suo peso.
Ora era pronta per la manovra finale.
Tenendomi inchiodato con un braccio alla nuca e l’altro che mi afferrava dal petto con la mezza nelson, si girò e si posizionò su di me in modo da farmi ruotare sulla schiena. Usando il suo peso e la leva delle braccia riuscì a girarmi.
Subito ruotò anche lei il suo corpo e si posizionò con le gambe intorno alla mia testa. In tal modo mi aveva schienato e mi teneva bloccate le spalle.
La mia testa era bloccata molto in alto sotto il suo inguine, che era quasi a contatto con la mia bocca, ma Irene, come sempre, fu molto corretta, perché non mi provocò in nessun modo.
La posizione che aveva assunto le serviva unicamente per schienarmi.
Naturalmente provai in tutti i modi a fare qualcosa, ma potevo unicamente puntare i piedi e sollevarmi disperatamente in ponte, ma spalle e testa erano immobilizzate.
Quando si rese conto che mi aveva inchiodato, iniziò a contarmi, e con calma giunse fino al 10.
Si sollevò e mi aiutò a rialzarmi, poi mi strinse la mano.
Mi complimentai con lei, mi aveva battuto con uno schienamento con grande facilità, la sua tecnica di lotta era diventata davvero notevole.
Ti guardai, ma non notai niente nella tua espressione, ed allora ti chiesi
“E adesso che si fa?”
Tu ti alzasti in piedi e ti rivolgesti direttamente a Lorenzo.
Mi preoccupai, pensando che potevi avere in mente qualcosa di poco simpatico
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  #12  
Old 23-Sep-22, 08:52
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Default Re: Amore, wrestling, e Irene

12
“Adesso tocca a noi, Lorenzo, vieni con me sul tappeto! Voglio metterti alla prova.”
“Ma, veramente, per me sarebbe un onore, ma non credo di essere minimamente in grado di affrontarti”.
“Non fa niente, non dobbiamo mica affrontarci in un match vero… voglio solo testare le tue capacità, sono curiosa di vedere cosa hai imparato da Irene fino a questo momento. Ci sarà un vincitore ed un perdente come è normale nella lotta, ed il vincitore conterà fino a 10, ma non faremo sul serio, tu però devi impegnarti, capito?”
“Ok, va bene, farò del mio meglio”.

Non so esattamente cosa tu avessi in mente, ed ero preoccupato, ma non dissi niente.
Credo che ancora più di me fosse preoccupata Irene.
Tornando da noi per riprendere a lottare, e con Lorenzo al seguito che aveva iniziato ad allenarsi, certamente immaginava che prima o poi Lorenzo avrebbe dovuto affrontarti. Ma suppongo che non se lo aspettasse al primo incontro.
Se era in ansia per il suo uomo non lo diede a vedere.
Ovviamente non ci fu storia. Tu saggiasti la resistenza di Lorenzo, e gli permettesti anche di provare ad atterrarti, ma più che ad un incontro di lotta il vostro match somigliò ad un balletto.
Poi, quando decidesti che ne avevi abbastanza, lo abbrancasti alle spalle e gli facesti fare un volo, atterrandolo sulla schiena.
Lo inchiodasti a terra con un SGP alto, molto alto, troppo alto… quasi sulla gola, gli bloccasti i polsi a terra, poi cominciasti a contare, senza fretta e guardandolo minacciosamente negli occhi.
Il conteggio proseguì lento e regolare, ma, arrivata al 9, ti fermasti per un attimo sollevandoti leggermente sulle ginocchia, e poi…
…e poi il 10 lo chiamasti calandoti sulla faccia di Lorenzo, a coprirgli la bocca con il pube.
Io ed Irene ti guardammo sconcertati, ma non osammo dire niente, e tu rimanesti seduta sulla faccia di lui ancora per alcuni secondi, continuando a guardarlo fisso, con un ghigno sul volto, ed infine ti sollevasti.
Lorenzo non era stato soffocato come avevi fatto tante volte con me, ma evidentemente era la prima volta che subiva quel trattamento, ed era disorientato.
Lo aiutasti a rialzarsi.
“Non spaventarti, Lorenzo, mi sono seduta sulla tua faccia solo per darti un piccolo assaggio di quello che vuol dire perdere alla lotta con una donna… diciamo che fa parte del tuo addestramento, spero che la cosa non ti abbia disturbato…”
Lorenzo nel frattempo si era riavuto dalla sorpresa.
“Non mi sono spaventato, sapevo che mi avresti immobilizzato e contato, ma ammetto che non mi aspettavo una cosa del genere, non saprei dire esattamente se mi ha disturbato vederti seduta sulla mia faccia, per me era una cosa mai sperimentata prima, devo assorbire l’esperienza…”
“Ok, allora vuol dire che non ti ha disturbato. Meglio per te se ti abitui, temo che ti succederà altre volte. Sei d’accordo, Irene?”
“Sì, sono d’accordo. Finora non gli avevo fatto fare quest’esperienza, perché ho preferito iniziare l’addestramento partendo dalla tecnica di lotta. Alle sottomissioni saremmo arrivati in seguito.”
“Ok. E allora con Lorenzo si cambia strategia. Faremo come ho fatto con te, imparerà la tecnica di lotta in un secondo momento. Adesso è bene che si renda conto delle implicazioni relative al rapporto uomo-donna del mixed wrestling, sei d’accordo, Irene?”.
Era la seconda volta che chiedevi ad Irene se era d’accordo, e sempre sull’argomento delle sottomissioni su Lorenzo…
Ma Irene, saggiamente, non fece una piega.
“Ok, se per Lorenzo va bene, va bene anche per me. Del resto il mio percorso è stato esattamente questo, prima ho imparato come sottomettere un uomo, e solo dopo mi hai insegnato la tecnica di lotta.”
“Ed aggiungo che nel tuo caso il sistema ha funzionato molto bene… giusto?”
Stavolta la domanda era rivolta a me.
“Giusto, nessuno meglio di me può testimoniarlo.”
“Bene. Allora andiamo avanti. Irene, fai provare a Lorenzo la tecnica del conteggio lungo…”.
Perfida come sempre.
Irene rimase interdetta.
“Ma… non so se… forse dovremmo prima spiegarla a Lorenzo..”
“Se non te la senti gliela faccio sperimentare io…”
“No, no, va bene, è meglio che la provi prima con me…”
Lorenzo non capiva che stava succedendo, ma io sì… solo che non potevo intervenire. Irene cercò di trarlo d’impiccio.
“Amore, non devi preoccuparti. Si tratta di una tecnica di sottomissione, e non delle più cattive… affidati a me…”
“Ok, va bene, mi fido di te, vediamo di che si tratta..”
Irene aveva cercato di tranquillizzarlo. Aveva anche ragione a dire che la tecnica non era cattiva come uno strangolamento, ma non gli aveva detto tutto, perché era una tecnica perfida, mirava alla sottomissione di un uomo mediante un dominio esplicitamente sessuale.
Io ed Irene ci guardammo per un attimo e ci capimmo al volo.
Tu eri ancora irritata per le troppe volte che mi avevi visto battuto e dominato da Irene, e volevi semplicemente che anche l’uomo di Irene fosse sottomesso ed umiliato, e volevi che fosse proprio lei la prima a farlo.
Ma non ti bastava.
“Ehi Irene, va bene che non si tratta di una tecnica particolarmente cattiva, ma va applicata bene, non all’acqua di rose, ok?”
“Ok”
rispose rassegnata Irene.
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  #13  
Old 27-Sep-22, 16:09
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Default Re: Amore, wrestling, e Irene

13
“Ok, amore, andiamo sul tatami, ti atterrerò e ti farò…sperimentare…questa tecnica”
“Va bene, ma io che devo fare?”
“Devi solo provare a contrastarmi. Non ci riuscirai, io ti immobilizzerò e ti applicherò un conteggio… ehm.. particolare…”

Irene e Lorenzo andarono sul tatami, ed ingaggiarono la lotta, ma anche in questo caso non poteva esserci vero confronto, c’era troppa differenza tra loro.
Irene non vedeva l’ora che finisse tutto al più presto.
Atterrò velocemente il suo uomo, gli andò sopra in SGP alto e gli bloccò a terra le mani.
Si voltò a guardare te, che te ne stavi comodamente seduta e divertita a goderti lo spettacolo, e tu le facesti un cenno affermativo.
La scena ricordava l’arena dei gladiatori, quando il vincitore si rivolgeva all’Imperatore per sapere se doveva finire l’avversario oppure doveva graziarlo…
Ma il tuo gesto di fatto era l’equivalente del pollice verso, e così Irene si spostò in avanti e coprì il naso e la bocca di Lorenzo con le sue parti intime.
Lui si trovò immobilizzato e soffocato sotto di lei, e le rivolse un muto sguardo interrogativo.
Lei rispose al suo sguardo con un’occhiata che voleva essere rassicurante, ed iniziò il conteggio.
Era un conteggio lungo, vale a dire che ad ogni numero lei stava seduta sulla faccia di Lorenzo, impedendogli di respirare, per almeno 10 secondi, poi si sollevava, chiamava il numero successivo e ripeteva l’operazione, ogni volta con almeno 10 secondi di vero e proprio soffocamento.
In questo modo il malcapitato era soffocato per un tempo complessivo lungo, con brevi intervalli per respirare circa ogni 10 secondi.
Al 6 Lorenzo cominciò ad andare in affanno, ed Irene ti lanciò un altro sguardo, ma tu eri sempre impassibile.
Rassegnata, Irene andò avanti con il conteggio lungo fino alla fine, poi, finalmente, poté liberare il povero Lorenzo.
Il ragazzo era sorpreso e smarrito, era ancora intontito ed ansimante per il lungo soffocamento, e, soprattutto, guardava Irene con una domanda muta sul volto, sembrava che le chiedesse perché gli aveva fatto una cosa simile.
Intanto Irene si prodigava con lui, lo accarezzava, lo baciava, probabilmente si sentiva in colpa…
Ma tu intervenisti spazientita.
“Ok, ragazzi, può bastare. Lui si riprenderà immediatamente e senza conseguenze, e poi, caro Lorenzo, se hai scelto questo sport devi fare esperienza di quello che può comportare… Irene ha fatto a te quello che fa normalmente una lottatrice vittoriosa su un maschio sconfitto, è il gioco della sottomissione...”
“Ok”
Rispose debolmente Lorenzo, poco convinto.
“E poi, come ti ha detto prima Irene, questa non è neanche la tecnica di sottomissione più cattiva. Io ho fatto ben altro al mio compagno, e ad altri uomini, e stanno tutti benissimo. La tua Irene ti avrà detto che anche lei ha fatto cose del genere ad altri uomini, e soprattutto al mio compagno…vero Irene?”.
La domanda era velenosa, ma Irene non si scompose.
“Sì, è così, io e lui ci siamo affrontati molte volte, e spesso l’ho battuto. In più di un’occasione l’ho anche sottomesso, con questa tecnica ed anche con altre… però sono stata sempre corretta, ed i nostri rapporti sono sempre stati amichevoli e cordiali”.
Mi sentii in dovere di intervenire anche io.
“Sì, è vero, Lorenzo, posso confermarlo, prima di conoscerti Irene ha lottato spesso con me, e dopo le prime volte ha vinto quasi sempre lei, o per conteggio, o per sottomissione. E soprattutto lei è stata sempre un’avversaria leale e corretta.”.
Ma l’ultima parola doveva essere la tua.
“Bene, ci siamo spiegati, tutto è chiaro, e Lorenzo sa cosa deve aspettarsi, se vuole continuare. Adesso faremo un programma che ci coinvolga tutti.”
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  #14  
Old 13-Oct-22, 07:26
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Default Re: Amore, wrestling, e Irene

14
Il programma che avevi in mente era in realtà molto semplice: coinvolgeva unicamente te e Lorenzo, mentre io ed Irene dovevamo fare solo da spettatori.
Si trattava di sottoporre il povero Lorenzo a tutte le tecniche più perfide ed umilianti di sottomissione, con il pretesto del suo addestramento.
Ed intendevi farlo di persona, con me e soprattutto Irene ad assistere impotente alla mortificazione fisica e psicologica del suo uomo…
Io provavo a dissuaderti, quando eravamo a tu per tu, ma tu ogni volta, con espressione dura e decisa: “Non ti intromettere! E piuttosto impara da quello che vedi!”.
Il tuo tono era tale che capii che era meglio lasciarti fare, evidentemente dovevi sfogare fino in fondo il tuo ingiustificato risentimento verso Irene.
E lo facesti sul serio, senza alcuno scrupolo nei confronti dell’innocente vittima designata.
In breve tempo Lorenzo subì tutto quello che avevo subito io, ma in un tempo molto più lungo. In poche sessioni il malcapitato fu sottoposto a tutti i modi ed i sistemi possibili ed immaginabili di sottomissione da parte di una donna crudele.
Lo portasti molte volte alle soglie dell’asfissia con soffocamenti erotici, dopo averlo immobilizzato, quando era ormai una preda inerme nelle tue perfide mani.
Ti sedevi saldamente sulla tua faccia, e con la tua tecnica consueta gli coprivi le vie respiratorie ma gli lasciavi liberi gli occhi perché ti potesse guardare mentre lo tormentavi, e lo tenevi lì, a contorcersi e dimenarsi in preda alla paura, fissandolo compiaciuta, fino a che il poveretto non riusciva in qualche modo a muovere la testa e ad inalare un po' d’aria, facendo sentire il suo respiro affannoso e terrorizzato.
E allora, con un ghigno satanico, gli afferravi la testa, e la riposizionavi dritta sotto il tuo pube, così il suo affanno era di colpo soffocato, mentre lo umiliavi anche verbalmente.
“Guardami, Lorenzo! Guardami negli occhi quando sono seduta sulla tua faccia e ti soffoco!”
Lo facesti urlare di dolore con le forbici di gambe, sentendosi scoppiare la testa compressa fra le tue cosce e tu contemporaneamente gli schiacciavi la bocca contro il pube per impedirgli di respirare.
Lo costringesti ogni volta ad implorarti di mollarlo, guardandolo fisso mentre era impotente ed indifeso in tua balia e gli stavi sopra con l’inguine a pochi centimetri dai suoi occhi.
“Impara, Lorenzo… quando una donna ti ha battuto e sei in suo potere, lei vuole sentire che la supplichi di lasciarti, che la preghi di non farti del male. Quindi adesso guardami negli occhi ed implorami… stai tranquillo, non ti farò del male, ma voglio sentirtelo dire… e devi essere convincente… avanti, DILLO!”
Poi, quando Lorenzo con voce malferma ti aveva supplicata, era ancora semisvenuto ed intontito, ed a malapena si riprendeva dal feroce trattamento che aveva subito, tu, con finta sollecitudine, lo invitavi a rialzarsi.
“Va bene così, Lorenzo, stai imparando a sottometterti, stai facendo progressi. Adesso rialzati e riprendiamo… come vedi non ti sta succedendo niente di male, è tutta esperienza quella che stai facendo, un’esperienza che ti servirà quando sarai in grado di affrontare una lottatrice in un match competitivo”.
A tutto questo dovette assistere impotente la povera Irene, angosciata per quello che stava subendo Lorenzo, ma impossibilitata ad intervenire, altrimenti saresti diventata ancora più cattiva.
E, quando lei cercava di consolare il suo ragazzo, ed io ti guardavo con riprovazione, tu ancora infierivi, rivolgendoti a me.
“Andiamo, Lorenzo sta benissimo, ha subito più o meno quello che hai subito anche tu. Anche tu hai sei stato sottoposto a tutte le forme di sottomissione possibili, e non mi pare che tu abbia riportato dei danni, vero?”
Poi, percependo la mia contrarietà, la stoccata finale…
“E poi tu, a differenza di Lorenzo, sei stato sottoposto a ripetute sottomissioni, e non solo da me… giusto?”
Irene era ancora intenta a consolare Lorenzo, e non capì oppure fece finta di non capire la frecciata diretta a lei. Per fortuna, alla fine, forse placato il rancore che covavi dentro, lasciasti stare Lorenzo, e le nostre sessioni continuarono più tranquille.
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