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Old 19-Dec-21, 15:20
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Ho rielaborato una storia che avevo postato in precedenza, con l'intenzione di pubblicarla con un nuovo thread, e nuovi post con gli sviluppi successivi della storia. Dico subito che in questa storia c'è tanto mixed wrestling e tanta dominazione femminile, fisica e soprattutto psicologica, ma senza violenza gratuita. Certamente, narrando di lotta e combattimenti, la violenza fa parte del gioco, ma nella mia storia ce n'è il minimo indispensabile, quella che serve per vincere un incontro, non ci sono colpi violenti, nessuno si fa male, nessuno riporta danni.
Mi auguro che possa piacere


PREMESSA
Ho una storia da proporre, spero che piaccia. E’ una storia di fantasia, ma con molti spunti di vita vissuta, e probabilmente alla lettura questi episodi risulteranno i più veritieri.
Ovviamente la storia ha molto a che fare con l’argomento del forum, dunque è una storia di mixed wrestling e di dominazione femminile, ma, come dicevo, nasce da episodi di vita vissuta, ed in fondo è soprattutto una storia d’amore.
E’ la storia di due persone comuni, un uomo ed una donna come tanti, che si amano profondamente, e che come tanti sanno di avere pulsioni segrete inconfessate, desideri nascosti, solo che i nostri eroi hanno avuto la fortuna di essere riusciti ad assecondare le loro inclinazioni, per la loro gioia ed il loro piacere.
Non è stato facile per loro mettersi a nudo, nonostante fossero una coppia affiatata e con una buona intesa sessuale, e bisogna dire che i nostri eroi sono stati davvero fortunati, perché, sia pure con difficoltà, sia pure a fatica, sono riusciti a rivelarsi i loro desideri più nascosti, cosa che forse riesce a poche coppie, anche le più affiatate.
E’ stato così che hanno scoperto di essere entrambi attratti dalla lotta con l’altro sesso, ciascuno con inclinazioni e tendenze diverse, ma con il desiderio comune di avvinghiarsi in un corpo a corpo per sopraffarsi a vicenda.
Una simile scoperta è stata qualcosa di emozionante. Essi hanno intuito che la loro relazione, già molto appagante, si sarebbe enormemente arricchita con la realizzazione del loro desiderio inconfessato, e si sono applicati a questo obiettivo.
Faticosamente, per tentativi, hanno raggiunto lo scopo: lottare con il partner con l’obiettivo di sconfiggerlo e dominarlo, e magari anche umiliarlo, e, nonostante questo, continuare ad amarlo, forse anche più di prima.
Dopo la prima, eccitante scoperta, per loro è iniziata una nuova vita di coppia, più varia, più intensa, più emozionante, ancora più appagante: lei si è resa conto di essere fortemente motivata a dominare il suo uomo, e si è impegnata a fondo per sconfiggerlo e sottometterlo; lui ha capito che il suo vero totem non era il dominio sulla sua donna, bensì essere dominato da lei, tuttavia l’orgoglio maschile gli ha impedito di lasciarsi battere di proposito.
Così i loro combattimenti sono stati reali, si sono affrontati decisi ad avere la meglio sull’altro, hanno lottato ciascuno secondo le proprie capacità, e con alterne vicende.
Ma per loro la scoperta più importante è stata ritrovarsi più uniti dopo ogni scontro: essi si sono impegnati a fondo l’uno contro l’altra, soprattutto lei, che quando aveva il sopravvento spesso derideva ed umiliava il suo uomo, ed alle volte nel furore della lotta aveva atteggiamenti molto aggressivi, tali da incutergli addirittura timore.
Eppure, passato il momento adrenalinico del combattimento, sbollita la carica aggressiva, restava l’eccitazione dei sensi, potentemente stimolati dal prolungato corpo a corpo, e si ritrovavano amanti appassionati, ed il loro amore si rinsaldava.
La storia è raccontata da un io narrante, che si rivolge alla donna amata: così che attraverso il ricordo di lui entrambi possano rivedersi come in un bellissimo e nostalgico film, possano rivivere momenti memorabili della loro vita che li hanno coinvolti e li hanno resi felici, un commovente viaggio nella memoria dei loro giorni più belli.

Last edited by caiall; 20-Dec-21 at 08:25. Reason: addition chapter
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Old 20-Dec-21, 07:04
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PREMESSA
Ho una storia da proporre, spero che piaccia. E’ una storia di fantasia, ma con molti spunti di vita vissuta, e probabilmente alla lettura questi episodi risulteranno i più veritieri.
Ovviamente la storia ha molto a che fare con l’argomento del forum, dunque è una storia di mixed wrestling e di dominazione femminile, ma, come dicevo, nasce da episodi di vita vissuta, ed in fondo è soprattutto una storia d’amore.
E’ la storia di due persone comuni, un uomo ed una donna come tanti, che si amano profondamente, e che come tanti sanno di avere pulsioni segrete inconfessate, desideri nascosti, solo che i nostri eroi hanno avuto la fortuna di essere riusciti ad assecondare le loro inclinazioni, per la loro gioia ed il loro piacere.
Non è stato facile per loro mettersi a nudo, nonostante fossero una coppia affiatata e con una buona intesa sessuale, e bisogna dire che i nostri eroi sono stati davvero fortunati, perché, sia pure con difficoltà, sia pure a fatica, sono riusciti a rivelarsi i loro desideri più nascosti, cosa che forse riesce a poche coppie, anche le più affiatate.
E’ stato così che hanno scoperto di essere entrambi attratti dalla lotta con l’altro sesso, ciascuno con inclinazioni e tendenze diverse, ma con il desiderio comune di avvinghiarsi in un corpo a corpo per sopraffarsi a vicenda.
Una simile scoperta è stata qualcosa di emozionante. Essi hanno intuito che la loro relazione, già molto appagante, si sarebbe enormemente arricchita con la realizzazione del loro desiderio inconfessato, e si sono applicati a questo obiettivo.
Faticosamente, per tentativi, hanno raggiunto lo scopo: lottare con il partner con l’obiettivo di sconfiggerlo e dominarlo, e magari anche umiliarlo, e, nonostante questo, continuare ad amarlo, forse anche più di prima.
Dopo la prima, eccitante scoperta, per loro è iniziata una nuova vita di coppia, più varia, più intensa, più emozionante, ancora più appagante: lei si è resa conto di essere fortemente motivata a dominare il suo uomo, e si è impegnata a fondo per sconfiggerlo e sottometterlo; lui ha capito che il suo vero totem non era il dominio sulla sua donna, bensì essere dominato da lei, tuttavia l’orgoglio maschile gli ha impedito di lasciarsi sconfiggere di proposito.
Così i loro combattimenti sono stati reali, si sono affrontati decisi ad avere la meglio sull’altro, hanno lottato ciascuno secondo le proprie capacità, e con alterne vicende.
Ma per loro la scoperta più importante è stata ritrovarsi più uniti dopo ogni scontro: essi si sono impegnati a fondo l’uno contro l’altra, soprattutto lei, che quando aveva il sopravvento spesso derideva ed umiliava il suo uomo, ed alle volte nel furore della lotta aveva atteggiamenti molto aggressivi, tali da incutergli addirittura timore. Eppure, passato il momento adrenalinico del combattimento, svanita la carica aggressiva, restava l’eccitazione dei sensi, potentemente stimolati dal prolungato corpo a corpo, e si ritrovavano amanti appassionati, ed il loro amore si rinsaldava.
La storia è raccontata da un io narrante, che si rivolge alla donna amata: così che attraverso il ricordo di lui entrambi possano rivedersi come in un bellissimo e nostalgico film, possano rivivere momenti memorabili della loro vita che li hanno coinvolti e li hanno commossi, un viaggio nella memoria dei loro giorni più belli e più felici.
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Old 27-Dec-21, 16:26
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  #4  
Old 03-Jan-22, 07:11
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LA SCOPERTA
Ci amavamo profondamente, la nostra relazione era intensa ed appagante, fra di noi c’era una forte intesa sessuale ed un’intimità totale, eppure io sentivo che qualcosa mi mancava, ed intuivo confusamente che anche in te, in un angolino della tua mente, c’era qualche lieve ombra di insoddisfazione.
In realtà io sapevo benissimo quello che mi mancava, quello che avevo nella testa e nei miei sogni proibiti.
Da sempre ero fortemente attratto dall’idea della lotta con una donna.
Il mio desiderio più ardente sarebbe stato lottare con te, ma non mi risolvevo a confessartelo perché non sapevo come l’avresti presa, non mi era abbastanza chiaro quello che c’era nella tua mente, nei tuoi desideri segreti, e temevo fortemente una tua reazione di fastidio.
Tutto cambiò il giorno in cui tu, all’improvviso, mentre eravamo languidamente abbracciati dopo avere fatto l’amore, mi proponesti di fare proprio quello… mi guardasti maliziosamente negli occhi e mi dicesti:
“Tesoro, facciamo un gioco, facciamo che tu mi tieni bloccata ed io devo liberarmi”,
così, senza altri particolari.
Rimasi sorpreso, perché prima di allora né io né te avevamo mai accennato a niente del genere… ebbi un tuffo al cuore, l’emozione mi impedì di approfondire la cosa, e subito ti dissi di sì con entusiasmo.
Provammo a mettere in pratica la tua proposta, ma purtroppo io commisi un grave errore: ricordandomi di una scena che avevo visto in un dipinto e che mi aveva affascinato, ti bloccai con una Nelson alla nuca. In tal modo eri completamente immobilizzata, prona sotto di me, impossibilitata a liberarti come avresti voluto, e la cosa non ti piacque, perché ti agitasti indispettita e mi intimasti di mollarti immediatamente.
Mi resi subito conto che avevo sbagliato tutto, evidentemente tu intendevi essere bloccata in maniera blanda, così da poterti liberare, mentre io, sdraiato su di te con tutto il mio peso e con la presa alla nuca, ti avevo proprio immobilizzata. Allentai la presa e ti liberai, ma la cosa non era venuta bene e tu rimanesti scontenta e delusa. Il mio rammarico per l’occasione sprecata fu enorme, e per molto tempo mi sono dato dell’idiota.
Ma poi ci ritornammo su. Io ero troppo preso di te, non sopportavo l’idea di avere rovinato la tua idea, e di avere perso l’occasione per realizzare il mio sogno segreto. E così dopo qualche tempo mi feci coraggio e presi l’iniziativa.
“Amore, ti va di riparlare di fare la lotta…? ci ho pensato a lungo dopo la tua proposta dell’altra volta, mi sembra che sia qualcosa di eccitante anche per te, ma per colpa mia abbiamo sprecato un’occasione, perché non avevo ben capito che cosa avevi in mente…”.
Mi rispondesti immediatamente, segno che ancora non avevi digerito l’irritazione e la delusione…
“Vedi tesoro, neanche io so bene cosa avessi esattamente nella testa quando ti ho fatto quella proposta… mi era venuta voglia di lottare con te, e nella mia fantasia mi vedevo bloccata e riuscivo a liberarmi… e invece tu mi hai proprio inchiodata sotto di te senza nessuna possibilità di sfuggire alla tua presa… sentirmi immobilizzata in quel modo mi ha molto infastidita…”.
Ero costernato. C’era un’ombra fra di noi… non lo sopportavo…
“Tesoro, perdonami, ho sbagliato… quando ti ho sentito dire che volevi fare quella cosa sono stato travolto dall’emozione… per me la lotta con una donna è un sogno proibito, e l’idea di farlo con te mi fa fremere di eccitazione… spero che per colpa mia non ti sia passata la voglia… non potrei perdonarmelo…”.
Eri ancora un po' irritata, ma ti stavi addolcendo…
“No amore, non credo che mi sia passata la voglia… forse dovremmo riprovare, però…”
Mi lanciasti uno sguardo ammonitore…
“…. se ci riproviamo bada bene a quello che fai…”
Ora ero di nuovo felice.
“Amore mio, sarò attentissimo, vedrai che stavolta non ti deluderò… però, prima di riprovare… dobbiamo capire bene quali sono i desideri profondi di ognuno di noi, per evitare di sprecare un’altra occasione.”
Mi guardasti pensierosa.
“Sì, hai ragione, l’altra volta è andata male… è stato un peccato…dobbiamo parlarne e capire quello che desideriamo veramente, anche se non è facile mettere fuori quello che abbiamo dentro… dai, comincia tu!”.
Ero fortemente eccitato ed emozionato. Ti eri rasserenata, sembravi decisa ad approfondire l’argomento… finalmente stavamo per metterci veramente a nudo… forse avrei realizzato il mio sogno proibito… lottare con una donna… lottare con te… con la donna che amavo…
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  #5  
Old 10-Jan-22, 13:34
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Default Re: Amore e wrestling

LA RIVELAZIONE
Mentre con difficoltà mi accingevo a spiegarti quel che provavo, il tuo sguardo esprimeva una forte curiosità, l’argomento era eccitante, mi guardavi tutta intenta per non perderti neanche una parola, mentre io ero sempre più impacciato ed emozionato nel mettere fuori per la prima volta quello che avevo dentro.
“Amore… non è facile… finora non ho avuto il coraggio di parlartene, ma per fortuna hai preso tu l’iniziativa…”.
Deglutii, avevo la gola secca… ma finalmente misi fuori quello che avevo dentro…
“…. è l’idea della lotta con una donna che mi eccita da sempre... una volta, non ricordo dove e quando, ho visto un’immagine, un dipinto, in cui si vedono due figure nude e sudate sdraiate l’una sull’altra, i corpi sono solo abbozzati con macchie di colore ed i contorni sono indefiniti, ma è evidente che la figura che sta sopra è una donna, e con una Nelson tiene immobilizzata l’altra figura, prona sotto di sé; la figura soccombente potrebbe essere sia un uomo che una donna, ma io preferisco pensare che sia un uomo… Quell’immagine mi colpì come una frustata, ne rimasi affascinato, forse proprio per l’indeterminatezza dei tratti, che suggeriva più che mostrare esplicitamente, e mi trasmise con un brivido l’idea di due corpi nudi e sudati avvinghiati nella lotta, una lotta sensuale, in cui la donna domina e sottomette l’uomo.”
Il ricordo di quel dipinto mi prese alla gola con l’emozione di quando lo avevo visto per la prima volta… avrei voluto mostrartelo per farti capire perché mi aveva tanto colpito… presi una tua mano fra le mie per trasmetterti quello che provavo … e continuai…
“Nelle mie fantasie lotto con una donna, alla fine lei mi batte e finisco in suo potere, ma non senza opporre resistenza… voglio dire che non immagino una cosa finta, in cui io mi lascio battere di proposito, ma una lotta vera, reale, in cui io combatto, mi oppongo con tutte le mie forze, ma lei è più brava, più forte, più esperta, ed alla fine vince la mia resistenza e mi sconfigge…”
Mi guardavi sempre più intenta… avevo catturato la tua curiosità…
“Nel duello che mi immagino non ci sono colpi di alcun genere, nessuno si fa male, ma solo un corpo a corpo a mani nude, soprattutto nella lotta a terra. Dopo un lungo combattimento lei riesce ad atterrarmi e mi immobilizza in modo che io sia impossibilitato a liberarmi. Mi conta fino a 10 oppure mi intima di arrendermi guardandomi negli occhi. Se io rifiuto di cedere e tento ancora di resistere lei mi obbliga alla resa sottoponendomi ad una presa dolorosa o potenzialmente pericolosa, e lo fa senza causarmi danni, ma in modo che io mi renda conto di non avere scampo e sia costretto a sottomettermi a lei.”
Deglutii nuovamente mentre con difficoltà ti esponevo la parte più segreta delle mie fantasie.
“… e poi…c’è dell’altro… ormai sai bene quanto mi intriga essere sottoposto ad un facesitting… quindi puoi facilmente capire che per me la conclusione più eccitante di una lotta con una donna è essere battuto e poi soffocato da lei con le sue parti intime…io provo a resistere… ma poi la mancanza d’aria mi costringe alla resa… alla sottomissione…”.
Mi fermai. Avevo la gola secca per lo sforzo e per l’emozione di avere messo fuori i miei desideri più intimi… Tu mi avevi ascoltato guardandomi tutta intenta e sempre più incuriosita mentre ti esponevo le mie fantasie, e quando io ebbi finito…
“…e… questa famosa donna del dipinto, questa donna misteriosa e crudele, questa esperta lottatrice dovrei essere io…?”
“Sì amore… naturalmente sei tu… è te che desidero… è te che vedo in quel dipinto… è te che voglio in quel ruolo… se devo essere battuto e sottomesso da una donna, questa donna devi essere tu…”
Ora eri sorpresa e preoccupata.
“…. e tu davvero desideri che io ti faccia tutte queste cose…? devo diventare brava nella lotta… devo anche farti male e soffocarti…? e se fai ancora resistenza devo continuare a farti male, a soffocarti fino a quando non ce la fai più…? Amore, ma sei proprio sicuro di volere tutto questo… e vuoi che lo faccia io… proprio io…?”
Ero felice, avevi colto il punto, dovevo solo farti capire che volevo fortemente tutto questo, e volevo che fossi proprio tu a farlo, la donna di cui ero innamorato, la donna che mi amava, non un’estranea…
”Sì amore mio, tu sei la donna che amo, è con te che voglio combattere… ma solo se questa cosa piace anche a te…, capisci, deve essere un gioco fra innamorati, anche se il gioco consiste in una lotta per sopraffarsi a vicenda… poi la lotta finisce e si ritrovano più eccitati e più uniti…”
Ora il tuo sguardo era assorto e mi scrutavi intensamente negli occhi.
“Tesoro, più o meno avevo intuito qualcosa a proposito di questa storia della lotta, invece non avevo proprio idea del tuo desiderio di sottomissione e di soffocamento, anche se… pensandoci sopra… ho visto che ti piace anche troppo starmi sotto con la mia passera a coprire la tua bocca...”
Eri ridiventata pensierosa, stavi rimuginando ed elaborando quello che ci eravamo detti, e ci stavi riflettendo ad alta voce…
“Beh, ora forse ho capito le tue fantasie, ed a quanto pare sono più complesse delle mie. Lo sai quanta voglia ho di scoparti… ma io più che altro desidero il tuo cazzo e voglio godermelo… certo però che se ti viene più duro lottando con me, allora ben venga la lotta...”
Ci fu una pausa… qualcosa stava maturando dentro di te, lo vedevo dal tuo sguardo che si stava rilassando…
“… e poi, se penso a noi due che lottiamo… in fondo non ci trovo niente che mi dia fastidio o che mi disturbi realmente… anzi… devo ammettere che l’idea di sottometterti mi stuzzica… sì… sai che ti dico? dobbiamo provare… spero che tu poi non te ne debba pentire…”.
Mentre io ero al settimo cielo, mi sorridesti maliziosa…
“Beh, perché te ne stai lì tutto incantato e mi guardi a bocca aperta… abbiamo deciso di farlo, e quindi facciamolo, non ti sarai mica già pentito? No? Bene, allora diamoci da fare… non vedo l’ora di metterti le mani addosso…”.
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Old 18-Jan-22, 16:00
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Default Re: Amore e wrestling

IDEA GIUSTA
E così, entrambi emozionati, cominciammo a lottare.
Intanto però non avevamo neanche un’idea precisa su cosa indossare durante il combattimento.
Di sicuro non potevamo essere vestiti normalmente, e discutemmo se essere nudi o meno.
Alla fine io decisi che avrei indossato un semplice slip da bagno. Tu invece optasti per un completo mutandine-reggiseno ed autoreggenti nere che io conoscevo molto bene… un’accoppiata che su di me faceva sempre un’impressione enorme.
Infatti ne avevi preso nota fin dalla prima volta che avevamo fatto l’amore… e non a caso ti presentasti in questo modo al primo scontro…
Ben presto, però, anche se avevi notato l’effetto che faceva su di me vederti ed affrontarti in quell’abbigliamento, eliminasti le autoreggenti, perché durante la lotta si sfilacciavano o non tenevano, e ti infastidivano…
Poi, in seguito, durante i corpo a corpo, succedeva che anche il reggiseno ti desse fastidio, ed allora te lo toglievi. Ma il più delle volte te lo slacciavi guardandomi dritto negli occhi, per provocarmi ed impedirmi di concentrarmi nella lotta.
In realtà, il tuo abbigliamento da combattimento era un’arma nelle tue mani… un’arma di distrazione che ti dava un forte potere, un’arma di cui ti servivi sapientemente su di me…
La prima volta che ci trovammo uno di fronte all’altra, pronti al combattimento, nessuno dei due sapeva bene come e cosa fare, eravamo impacciati, e ci avvinghiammo cercando di atterrarci a vicenda. Ma ben presto ci rendemmo conto che con la nostra inesperienza rischiavamo di farci male cadendo in maniera scomposta, e fummo molto cauti.
E così all’inizio più che altro furono esperimenti confusi, stavamo attenti soprattutto a non procurarci dei danni, eravamo un po' goffi, ma non ci scoraggiammo, perché la voglia era troppa, e continuammo.
Poi le cose iniziarono a funzionare, soprattutto quando mi venne un’idea.
Ricordando che facevi pilates ti invitai a stringere con tutta la tua forza le gambe intorno al mio tronco, “voglio vedere quanto sei forte” ti dissi.
La cosa ti piacque ed eccitò la tua fantasia, perché ti ci mettesti subito di impegno, con tanto entusiasmo che dopo poco dovetti chiederti di smettere, e non fingevo mica, la pressione delle tue gambe incrociate sul tronco cominciava ad essere intollerabile.
“Meno male che mi stringevi il tronco, ora che ho sperimentato la forza delle tue gambe mi fa paura pensare a quello che potresti farmi quando fra le tue cosce c’è la mia testa …e ci si trova spesso…”
Appena sentisti queste parole si accese una luce strana nei tuoi occhi: “Proviamolo subito!”
Ero interdetto, il tuo sembrava un diktat, la prospettiva mi inquietava, ma mi eccitava anche, non potevo e non volevo sottrarmi.
“Va bene, proviamo, ma vacci piano…” ti risposi un po' preoccupato.
“Non avrai mica paura di me, amore?” mi dicesti con aria da finta ingenua, tutta sorridente e provocante mentre allentavi la stretta sul tronco e mi avvolgevi la testa con le cosce afferrandomi alla nuca…
Ti piegasti di fianco e mi schiacciasti la faccia contro l’inguine.
Ti eri messa comoda su un fianco, mi tiravi con forza la nuca, e al tempo stesso aumentavi progressivamente la pressione delle cosce. Avvertivo un vago ronzio nella testa, e lo stretto contatto con le tue parti intime mi provocava difficoltà di respirazione.
Ti guardai, eri concentrata a chiudere la trappola, lo sguardo fisso sulla mia faccia per verificare l’effetto della presa, nei tuoi occhi leggevo tutta la soddisfazione che ti dava la situazione di dominio su di me.
In quel momento ero la tua vittima, mi scrutavi tutta intenta ad osservare le mie reazioni, ansimando con la bocca leggermente aperta per l’eccitazione.
Io cercai di sopportare, ma la forte pressione al collo combinata con un principio di asfissia mi costrinsero alla resa e dovetti ammettere che non ce la facevo più a resistere.
La resa però non ti bastò, e guardandomi intensamente negli occhi con un’espressione inquietante, che non ti avevo mai vista prima, mi sussurrasti: “Guardami bene…non basta che dire che non ce la fai più a resistere…voglio sentirti dire: mi sottometto…”.
Il tuo sguardo ed il tono della tua voce erano eloquenti… ero in difficoltà… mi sentivo prigioniero senza alcuna possibilità di fuga… non avevo alternative e dissi che mi sottomettevo.
Allentasti subito la pressione delle cosce, ma eri ancora in preda all’eccitazione per avermi costretto a sottomettermi, e per un po' sfogasti la tua libidine strusciandomi in faccia il pube prima di lasciarmi la nuca.
Poi, lentamente il tuo volto si distese in un dolce sorriso che prese il posto dell’espressione truce di poco prima, e mi ricopristi di teneri baci sul collo che un attimo prima stavi stritolando.
“Perdonami tesoro…ma era questo che desideravi, no?” mi chiedesti tutta premurosa mentre io mi massaggiavo il collo, ancora con il respiro in affanno ed il sapore della tua fica in bocca.
“Sì amore…lo ammetto…sei stata brava…mi hai strapazzato un pò, ma in fondo mi hai fatto quello che ho sempre sognato…”
Nel frattempo avevi notato la mia erezione, e volesti verificare.
“Ooh, tesoro, ma è proprio vero che ci godi ad essere sottomesso!... Ce l’hai di marmo!... D’ora in poi ti farò sempre questo trattamento prima di scoparti!”.
Ero ancora leggermente intontito mentre mi saltavi addosso e mi scopavi furiosamente alla tua maniera…
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IDEA GIUSTA 2
Dopo la prima volta in cui la cosa aveva funzionato bene ed aveva eccitato i sensi a tutti e due, l’dea giusta venne a te.
“Amore, ti ricordi quando ti avevo proposto una situazione di lotta in cui tu mi stavi sopra e mi bloccavi, ed io dovevo liberarmi, ma la cosa non era venuta bene?”
“Certo che me lo ricordo, ancora oggi mi rode perché non venne bene per colpa mia!”
Ti risposi sconsolato.
“Lascia perdere… piuttosto ho pensato che dovremmo rifarlo meglio… mi piacerebbe farlo a ruoli invertiti, cioè io ti sto sopra e ti tengo bloccato e sei tu che devi liberarti. Così io parto da una posizione di vantaggio, ed annulliamo la differenza di peso e di forza fisica, che ne dici?”
Le tue parole mi diedero un’accelerata ai battiti del cuore: mi si affacciò immediatamente alla mente il dipinto che avevo visto tanto tempo prima e che aveva eccitato fortemente la mia fantasia… in quel dipinto ora vedevo te che mi immobilizzavi con la nelson alla nuca… la promessa esplicita di una lotta sensuale ed erotica…
“Ma è un’idea fantastica, hai ragione, così tu sei in vantaggio e compensiamo la differenza di forza e di peso fra noi…perché non ci abbiamo pensato prima? Facciamolo subito, partiamo come l’altra volta ma a parti invertite…”
Mi sdraiai prono e tu ti allungasti su di me, mi passasti le mani sotto le braccia e le ricongiungesti sulla mia nuca.
Erano esattamente le posizioni del dipinto.
“E adesso vediamo se TU riesci a liberarti!”… mi mormorasti tutta eccitata in un orecchio.
Avevi messo in opera una nelson perfetta, ma confidavo di riuscire a liberarmi. Cercai di inarcare la testa per farti sciogliere l’intreccio delle mani, ma ti eri sistemata troppo bene, e la pressione delle tue braccia unite mi costringeva a tenere la testa bassa, non c’era niente da fare. Provai a divincolarmi, ma tu mi stavi sopra con tutto il tuo peso, e non riuscivo a muovermi granché.
Cominciai ad innervosirmi, ci tenevo a liberarmi, perché era chiaro che volevi rendermi la pariglia della prima volta, il ricordo di come ti avevo immobilizzata ancora ti bruciava, e percepivo la tua eccitazione mentre mi sussurravi provocante nell’orecchio.
“Mi sa tanto che non ce la fai... ormai sei mio, amore…puoi agitarti quanto ti pare…ti tengo e non ti mollo… l’altra volta ti sei divertito con me… ma ora lo sai anche tu cosa si prova ad essere inchiodati senza potersi liberare, vero…?”.
“Aspetta a parlare… non hai ancora vinto… poi ti faccio pentire di quello che hai detto…”
“Ah, sì, dici sul serio? Sono proprio curiosa di vedere come fai a liberarti… io dico che non hai scampo… scommettiamo?”
Ero furioso per le tue provocazioni e mi dibattei con tutte le mie forze… finalmente riuscii a dare uno strattone violento spostando il mio corpo tutto su un lato, e riuscii a sbilanciarti, ma tu rimanesti aggrappata a me, sempre con la nelson ben salda sulla nuca.
“Haha, sei riuscito a spostarmi, ma non ti sei mica liberato… anzi… mi sa che adesso sei messo peggio…”
Mentre cercavo di capire il senso delle tue parole, ti rotolasti sulla schiena e mi trascinasti con la nelson sopra di te, per un momento pensai che stavo per liberarmi, ma poi sentii le tue gambe che si avvolgevano intorno ai miei fianchi…
“Credevi di liberarti, vero amore? In questo momento io sto sotto e tu stai sopra, ma non è l’amore mio ad essere in vantaggio… l’amore mio è nei guai…”
Nel dire così ti girasti su un fianco per metterti più comoda e sempre con la nelson ferrea alla nuca cominciasti a stringere la morsa delle gambe sui miei fianchi.
Ero in trappola.
Sentivo la pressione crescente delle tue cosce sul tronco e le costole ed ero con la testa sempre più costretto…non potevo fare niente…
Anche tu sapevi perfettamente che ormai non avevo scampo, e continuasti implacabile con le tue provocazioni… mi alitavi e mi leccavi sensualmente in un orecchio mentre mi intimavi la resa…
“Come ti senti amore? Ce la fai a resistere? Guarda che continuo a stringere… e posso stringere ancora più forte…lo sai bene…arrenditi…sottomettiti… non fare lo stupido orgoglioso…”
Non potevo vedere la tua espressione, ma dal tono delle parole che mi sussurravi nell’orecchio capivo benissimo che eri fermamente determinata a costringermi alla resa… avvertivo la tua eccitazione ed anche una nota di amorevole presa in giro.
Sapevo di essere in trappola, ma non volevo dartela vinta tanto facilmente, e provai a resistere, ma tu mi desti una stretta tale che mi sembrò di essere finito nelle spire di un’anaconda… ero in una situazione senza uscita…
“Basta così tesoro… non sono in grado di liberarmi, e ricordo molto bene la forza delle tue gambe”
“Bravo!…e… quindi?”
Feci finta di non capire.
“Ma… amore, ho detto basta, hai vinto tu, che altro vuoi?”
“…lo sai bene cosa voglio…”
Stringesti più forte la presa sia alla nuca che ai fianchi… il messaggio arrivò forte e chiaro.
“…sì, sì, ho capito, mi arrendo… mi sottometto…”
“Ecco, bravo il mio tesoro, che conosce la parola magica…”
Avevi allentato le prese e mi ricoprivi di teneri baci, appoggiata sul mio petto, e mi masturbavi dolcemente mentre mi riprendevo…
“Amore, è stato fantastico… sono tutta eccitata… ora ti voglio…mmm… vedo che anche tu mi vuoi…”
Poi, quando mi sentisti pronto… mi afferrasti per le spalle e mi trascinasti sopra di te …
“E ora fai l’uomo… e guai a te se ti fermi!”
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SCHOOLGIRLPIN
Dopo la volta in cui eri partita in vantaggio afferrandomi alle spalle, decidemmo di provare iniziando da una posizione diversa, ma sempre con un vantaggio iniziale in tuo favore.
Stavolta io ero disteso supino, con te sopra che mi tenevi le mani bloccate a terra stando a cavalcioni sul mio petto, e dovevo liberarmi, cioè dovevo riuscire a spostarti di lato e toglierti di dosso.
Le prime volte riuscii abbastanza facilmente a liberarmi. La mia maggiore forza fisica faceva la differenza, e riuscivo sollevarti le braccia, nonostante la tua presa ai polsi, ed a spostarti di lato, e poi non era difficile metterti sotto ed immobilizzarti tenendoti strettamente abbracciata.
Io ero soddisfatto perché avevo la meglio, ti tenevo inchiodata sotto di me, ti baciavo e ti prendevo anche in giro, ma la situazione non mi stimolava più di tanto, ed infatti non sentivo nessun particolare formicolio dopo averti battuta ed immobilizzata, a parte lo stretto contatto con il tuo corpo e l’attrazione per te che avvertivo sempre molto forte.
Tu invece eri incazzata come una iena.
Ti sottraevi alle mie effusioni, non ci stavi assolutamente a perdere, volevi riprovarci subito, e con rabbia mi diffidavi dal farti vincere di proposito, ma io rispettavo il patto: i nostri combattimenti erano reali, non una lotta finta in cui io mi lasciavo battere.
E così tu ti impegnavi allo spasimo, ma io non mi tiravo indietro, di nuovo riuscivo a liberarmi e ti immobilizzavo, e poi ne approfittavo per coprirti di baci mentre tu continuavi a divincolarti furiosa e rifiutavi le mie effusioni.
Poi però, forse per caso o forse per istinto, capisti cosa fare per impedire che io mi liberassi ed indovinasti la mossa giusta.
Come le volte precedenti, ero riuscito a sollevare le braccia che mi tenevi bloccate a terra, ma stavolta tu non ti sforzasti di mettermele di nuovo giù nella posizione di partenza.
Invece di colpo me le tirasti verso l’alto assecondando proprio il movimento che stavo facendo, e subito me le sbattesti giù ai lati della testa.
Il tutto avvenne tanto repentinamente che io non ebbi il modo di oppormi, e di colpo mi trovai con le braccia allungate a terra ai lati della testa.
Tu afferrasti al volo l’opportunità, e con una mossa velocissima ti spostasti in avanti serrando le gambe ai lati delle mie braccia.
Ora mi trovavo sdraiato supino sotto di te che eri saldamente seduta sulla parte alta del mio petto, avevo le spalle inchiodate a terra dal tuo peso, e le braccia allungate all’indietro e distese, bloccate dalle tue braccia e dalle tue gambe.
Non ero più in grado di utilizzare né braccia né gambe per liberarmi.
Un sorriso di trionfo comparve sul tuo viso mentre mi guardavi compiaciuta.
“Haha… vediamo se anche stavolta ti liberi… ora ho capito come fare… la forza delle braccia non ti serve più a niente… ti ho inchiodato giù amore mio…”
“Aspetta a cantare vittoria, mi hai sorpreso, ma non hai ancora vinto…”

Mi stavo rendendo conto della nuova situazione, cercavo di oppormi in qualche modo per liberarmi, ma ben presto capii che mi avevi fregato.
Iniziai a dibattermi, ad agitarmi, ruotai furiosamente le gambe ed il tronco da una parte e dall’altra, ma tu mi stavi saldamente seduta sulla parte alta del petto, con le gambe e le mani mi tenevi inchiodate le braccia a terra, distese ai lati della mia testa, così le mie contorsioni erano vane.
Provai anche a scalzarti facendo un ponte, ma l’unica cosa che ottenni fu che il tuo peso scivolò in avanti e ti ritrovasti seduta direttamente sulla mia faccia con tua grande soddisfazione…
“Ooooh, ma che bravo! Hai fatto proprio la mossa giusta… stavo giusto pensando di mettermi seduta sulla tua faccia, ma tu mi hai anticipata… mi hai agevolata… grazie…sei un tesoro…”
Ora, oltre a tenermi immobilizzato sotto di te, mi impedivi anche di respirare con le tue parti intime che mi chiudevano le vie respiratorie e mi lasciavano liberi solamente gli occhi.
Questo sicuramente lo facevi di proposito perché io, ormai senza speranza di liberarmi, frustrato per la sconfitta ed anche soffocato, subissi anche l’umiliazione di vedere il tuo trionfo…
Ed infatti non distoglievi lo sguardo dai miei occhi per goderti l’effetto del tuo dominio su di me…
“Tesoro…guardami bene… dimmi… chi c’è sopra di te…? chi ti tiene inchiodato a terra…?”
Avrei voluto liberarmi, avrei voluto risponderti per le rime, ma non ci riuscivo perché mi avevi immobilizzato in maniera efficace, la mia bocca era coperta e soffocata dal tuo pube sudato, ed i soli suoni che emettevo erano un vago mugolio rabbioso ed impotente…
Intanto tu mi guardavi beffarda…
“Cosa c’è tesoro, ti disturba l’odore della mia passera? Strano… mi sembrava che ti piacesse… Non mi dici niente? non riesci a parlare…? Non riesci nemmeno a respirare…? Hehe, hai capito che non hai scampo… te lo leggo negli occhi… sei furioso perché non ce la fai a liberarti… ti senti in trappola, vero?… e questo ti spaventa… è così amore…?

Ero realmente frustrato per come mi tenevi inchiodato sotto di te, facendomi sentire inerme ed indifeso, ma stavo andando anche nel panico per l’asfissia…
Continuai a contorcermi ed a dibattermi disperatamente, e riprovai anche a fare un ponte, ma tutto fu inutile, la tua presa era ferrea, non ero in grado di liberarmi, e tu continuavi a prendermi in giro.
“Dai amore, non ti arrendere tanto presto… combatti… prova ancora a liberarti… forse ce la fai… cosa c’è, non ci riesci?… che peccato… mi dispiace…”
Mentre giacevo soffocato ed impotente, e mugolavo in maniera indistinta sotto la tua presa, tu eri felice ed eccitata e ti divertivi a provocarmi.
“Amore! Sapessi come è eccitante guardarti dall’alto mentre ti agiti inutilmente… è meraviglioso vedere e sentire sotto di me il tuo corpo che si contorce tutto, e si solleva perfino quando fai il ponte… peccato però che la tua testa resti sempre inchiodata sotto la mia passera bagnata… pensa un po'… puoi muoverti tutto ma non puoi muovere la testa… e sai perché…? Guardami bene…! Perché ci sono IO sopra di te… e sono IO che te lo impedisco… ed IO dico che non hai scampo… tu che ne dici? Lo so che ora non puoi parlare… tappa con i piedi per sottometterti… e fallo alla svelta perché non sei neanche in grado di respirare…”
Avevi ragione. Ero in trappola.
Non ero in grado di liberarmi come le altre volte, e mi stavi anche soffocando … sentivo in pieno il tuo potere su di me… ero totalmente nelle tue mani… mi sentivo la tua vittima e la tua preda… non potevo fare altro che sottomettermi… battei disperatamente i piedi più volte…
Guardandomi eccitata e trionfante, lasciasti che tappassi più volte, godendoti la mia disperazione che si stava tramutando in terrore, e solo dopo qualche tempo ti decidesti ad accettare la mia resa…
Allentasti la presa sulle braccia, e contemporaneamente ti sollevasti sulle ginocchia per farmi respirare, avendo cura di sovrastarmi con le parti intime sulla faccia, in primo piano davanti ai miei occhi.
Mentre io ansimavo e boccheggiavo, con il tuo inguine che riempiva tutta la mia visuale, tu sorridevi soddisfatta guardandomi dall’alto con atteggiamento da dominatrice.
“Hai visto tesoro? Ora sono capace di immobilizzarti anche in questa posizione… direi che sto facendo progressi, non ti pare? Sei contento di me?”.
Non ero propriamente felice per essere stato sconfitto brutalmente, eppure la situazione mi eccitava, avevi fatto proprio quello che era nelle mie fantasie, mi avevi battuto con le tue forze e la tua abilità, e mi avevi anche costretto alla resa soffocandomi con le parti intime.
Ed anche dopo avermi liberato, con la vista e l’odore conturbante del tuo pube a pochi centimetri dai miei occhi, continuavi ad esercitare il tuo fascino dominante su di me.
Naturalmente tu avevi notato tutto questo e per un bel pezzo restammo così, entrambi eccitati ma per motivi opposti, prolungando lo stato di grazia…
Poi, lentamente, ti sollevasti e rimanesti in piedi a gambe larghe sulla mia faccia continuando a guardarmi intensamente negli occhi… non ti andava proprio che finisse quel momento magico…
“Tesoro, ti sei arreso, ma non ti sei complimentato con me per i miei progressi… ebbene, che ne dici, sto diventando brava?”.
“E’ vero amore, ero ancora ansimante, te lo dico adesso… sei stata davvero forte, hai avuto un’intuizione geniale e mi hai immobilizzato… mi hai dominato… mi hai soffocato e mi hai sottomesso… come una vera lottatrice…”.

Sorridesti felice e mi permettesti di alzarmi da terra aiutandomi con le mani.
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SCHOOLGIRLPIN 2
Avevamo visto che se ti concedevo il vantaggio di stare a cavalcioni sul mio petto, e di usare anche le gambe per bloccarmi le braccia, non c’era storia, il combattimento era segnato, non c’era vera lotta fra noi…
Così ci trovammo d’accordo a provare la stessa posizione di partenza, ma con una limitazione: tu mi stavi sempre a cavalcioni sul petto, ma stavolta per inchiodarmi giù potevi usare solo le braccia, non anche le gambe, come avevi fatto in precedenza.
Vincevi se mi tenevi immobilizzato contando fino a 10.
Era un passo in avanti, in questo modo il tuo vantaggio iniziale diminuiva, ed in tal modo avremmo capito quale poteva essere il punto di equilibrio tra il vantaggio iniziale per te e la mia maggiore forza fisica: a quel punto la lotta sarebbe iniziata in perfetta parità.
Di nuovo le prime volte riuscii a liberarmi, e ti spostavo di lato, sottraendomi alla tua presa… eri irritata come sempre quando non avevi la meglio, e riflettevi guardandomi aggressiva… poi, non so cosa scattò dentro di te, fatto sta che ti sistemasti meglio delle altre volte, eri ben bilanciata a cavalcioni sul mio petto, sedevi più in alto possibile ed in posizione più eretta… in tal modo potevi far gravare meglio il tuo peso sulle mie spalle e sulla mia schiena.
Inoltre, le tue mani non mi bloccavano più i polsi a terra, come in precedenza, ma me li avevi afferrati e tenuti sollevati, cosicché potevi stare eretta, utilizzando tutto il tuo peso, e le mie mani erano comunque inutilizzabili, con i polsi imprigionati in alto.
Mi resi conto immediatamente che la situazione era cambiata, avvertii subito che le mie braccia difficilmente mi sarebbero servite per spostarti di lato, e che sul mio petto ora gravava un macigno.
Naturalmente anche tu te ne eri resa subito conto… appena sistemata e pronta al via, comparve un sorriso di soddisfazione sul tuo viso…
“Mmmm… mi sa che la musica è cambiata amore mio… vediamo che succede adesso…”.
Sentivo che avevi ragione, ma non volevo ammetterlo… non iniziasti subito a contarmi… ti assicurasti prima di avermi inchiodato per bene… poi, quando ti sentisti a posto, mi guardasti dritto negli occhi…
“Ecco fatto, tesoro! Sono pronta per te! Ora possiamo cominciare…”
Iniziasti il conteggio… un conteggio molto lento… non avevi nessuna fretta…. anzi, volevi goderti il momento e prolungarlo il più possibile, ormai sapevi che non ce l’avrei fatta a liberarmi.
Man mano che il lento conteggio andava avanti il tuo sorriso diventava sempre più luminoso…
Mentre io fremevo e mi contorcevo impotente sotto di te, e cresceva di momento in momento l’insicurezza, la paura e la disperazione di non essere in grado di contrastarti, tu mi guardavi compiaciuta e ti godevi lo spettacolo della mia sconfitta.
Il dieci arrivò dopo quasi un minuto, durante il quale mi ero sforzato in tutti i modi di scalzarti, e tu senza neanche troppo sforzo mi avevi tenuto inchiodato… ti rilassasti ed alzasti subito le braccia in segno di vittoria…
“Haha!!! Lo sapevo!!! Non ce la puoi fare con me!!!”.
Ti guardai, un po' ammirato, un po' intimorito per avere constatato che stavi diventando veramente brava, ma volevo riprovarci, pensando che avrei potuto farcela a batterti.
“Hai vinto… lo ammetto… sei diventata davvero brava… ora però lasciami alzare, lasciami riposare… voglio la rivincita…”
Ma non avevo fatto bene i miei conti… mi guardasti con aria sarcastica...
“Eh no, amore, non mi puoi chiedere di mollarti proprio adesso…” mi dicesti mentre ti sistemavi seduta eretta quasi sul mio collo con le mani ai fianchi ed il seno proteso in avanti e mi guardavi eccitata e trionfante…
“Sai tesoro… l’unica cosa che vedo di te è la tua faccia circondata dalle mie cosce… è uno spettacolo eccitante… mi fa venire voglia di sedermici sopra e mettermi comoda… mi fa venire voglia di sbatterti la passera in faccia e di costringerti a leccarmela…”
Subito ti spostasti in avanti, e mi premesti il pube sudato in faccia, ma io in quel momento non volevo darti anche quest’altra soddisfazione, e feci resistenza, agitandomi sotto di te, e spostando la testa da una parte e dall’altra…
…ma tu, ogni volta che mi sottraevo alle tue voglie, ti sollevavi leggermente, mi afferravi i capelli e mi bloccavi la testa, poi con uno sguardo divertito ti calavi giù e mi coprivi di nuovo la bocca con la fica…
“Cosa c’è, tesoro? Non dirmi che non ti va… non vuoi far felice la tua gattina innamorata…?”.
Poi, dopo in po' ti stancasti del gioco… il tuo sguardo non era più divertito, era diventato minaccioso…
“Ah, sì? Continui a fare resistenza? Hai sempre desiderato leccarmela ed ora non vuoi sentire il sapore della mia fica bagnata…? Oh, no… lo farai… lo farai…”
Mi afferrasti la nuca con entrambe le mani e tirasti forte a te la mia testa… con qualche leggero movimento ricopristi perfettamente le mie vie respiratorie, affondate dentro le tue parti intime… ero completamente soffocato…
Provai a resistere… ma non avevo scampo… dovevo sottostare alle tue voglie… mugolai debolmente e ti picchiettai sulle gambe…
Tu mi mollasti subito la testa ed io tornai a respirare… poi, dopo qualche secondo, ti sollevasti leggermente sulle ginocchia e mi guardasti fisso negli occhi… dalla mia posizione vedevo il tuo pube sudato dentro le mutandine che sovrastava la mia bocca ad un centimetro, tanto che potevo ancora percepirne l’aspro odore…
Guardandomi con aria truce scostasti un lembo delle mutandine e scopristi la fica, chiedendomi minacciosa: “E adesso che fai? La lecchi o no?”
La leccai… la leccai fino a farti venire…
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INGINOCCHIATI
Ormai stavi diventando brava, se avevi un vantaggio era molto difficile che io riuscissi a liberarmi, e vincevi sempre tu… ti bastava tenermi i polsi giù con le ginocchia premute sulle braccia, ed io non ero più in grado di liberarmi.
Così però non c’era lotta perché l’esito era scontato, e non era divertente neanche per te.
Dovevamo trovare il modo di affrontarci senza vantaggi iniziali, e ti feci una proposta.
“Se iniziamo in piedi, come in un normale incontro di lotta, rischiamo che uno di noi si faccia male cadendo a terra, perché siamo inesperti, ma forse possiamo provare a farlo partendo tutti e due in ginocchio, che ne dici?”.
Mi era venuta questa idea, perché non volevo correre alcun rischio, se uno di noi si fosse fatto male sarebbe stata la fine del gioco, e non era questo che volevamo.
Ci pensasti per un momento, e…
“Credo che sia una buona idea, proviamo subito!”.
Detto fatto, ti mettesti in ginocchio di fronte a me, pronta all’azione, ma vedendo che io esitavo…
“Beh? Che aspetti? Non avrai mica paura di affrontarmi ora che hai visto che sto diventando brava…? Coraggio… in questo modo partiamo alla pari… se ti impegni forse ce la puoi fare…’”.
Questo proprio non potevo accettarlo, mi inginocchiai anche io e ci afferrammo per le braccia.
Dopo qualche secondo di studio, in cui non sapevamo bene cosa fare, istintivamente mi avventai su di te afferrandoti alla nuca. Ti avvolsi il collo con il mio braccio destro, e riunii le mani per chiudere la presa. Ora che ti tenevo in una morsa con la testa piegata ed in posizione di svantaggio, ti ruotai il busto e ti sbilanciai.
Tu però facevi resistenza, e non riuscivo a farti cadere perché ti puntellavi a terra con una mano.
Allora allentai per un momento la presa congiunta delle braccia e ti afferrai dal gomito il braccio che ti puntellava.
Ora non eri più in grado di opporti all’atterramento, e così potei agevolmente completare la rotazione del tuo busto e ti feci cadere a terra con me sopra continuando a tenerti stretta la testa con le mie braccia.
A questo punto era fatta, dovevo solo tenerti giù ed immobilizzarti per costringerti alla resa. Velocemente ti montai sopra e mi piazzai a cavalcioni sulla parte alta del tuo petto, e ti bloccai a terra i polsi.
Ero in posizione dominante, e ti guardavo soddisfatto… mi ricordai di quando quello sotto ero stato io e di come mi avevi deriso godendoti il trionfo… e ti dissi le stesse cose che mi avevi detto tu…
“Che c’è amore? Ora non sorridi…? non mi ordini di guardarti negli occhi…? non mi minacci di soffocarmi…? Non mi dici che non ho scampo…?”.
Sentendoti derisa, cominciasti ad agitarti furiosa, ma la mia presa era troppo solida ed efficace, ti stavo sopra con tutto il mio peso, non potevi liberarti, ed alla fine, dopo esserti dibattuta in tutti i modi, ma invano, fosti costretta a cedere.
“E va bene, stronzo, questa volta hai vinto tu… ma ricordati che me la pagherai per quello che mi hai detto… io non sono come te… io non ci godo ad essere dominata…”.
Mi resi conto che eri davvero furente e ti liberai preoccupato per la tua reazione, cercai di rabbonirti e di coccolarti per farti sbollire la rabbia, ma fu tutto inutile, rifiutasti tutte le mie attenzioni, volevi unicamente la rivincita per rendermi la pariglia, e la volevi subito.
Ti slacciasti il reggiseno e ti mettesti in posizione con un’espressione feroce in volto…
Quando fummo di nuovo inginocchiati uno di fronte all’altra ti vidi a seno nudo… e questo ti rendeva particolarmente aggressiva… era la prima volta che mi affrontavi in quel modo, e capii dalla tua espressione che dovevo stare molto attento.
Stavolta non avevo di fronte una donna innamorata che voleva lottare con il suo uomo per eccitarsi e poi scoparselo, davanti a me c’era una donna furiosa come una belva con gli occhi di tigre, impaziente di azzannarmi e di sbranarmi…
“E allora…? Io sono pronta… che stiamo aspettando…? Non penserai mica di cavartela senza combattere? Avanti, fatti sotto…”
Senza aspettare che io fossi pronto ti lanciasti come una furia su di me, e mi afferrasti al collo proprio come avevo fatto io in precedenza, e subito iniziasti a dare violenti scossoni, violente contorsioni per sbilanciarmi e farmi cadere.
Poiché per il momento riuscivo a resistere, anche tu mi afferrasti il braccio con cui mi puntellavo e mi sbattesti giù, piombandomi addosso con tutto il tuo peso.
Poi, sempre mantenendo la stretta alla testa, puntasti a terra un ginocchio e sollevasti l’altra gamba, mettendoti seduta a cavalcioni sul mio stomaco.
Immediatamente mi afferrasti le mani e me le mettesti giù, e contemporaneamente con un piccolo salto ti spingesti in avanti in modo da cavalcare la parte alta del mio petto, mentre con le ginocchia mi premevi sulle braccia e mi afferravi i polsi tenendoli alti in modo che io non potessi usare né le mani né le braccia.
Era stato tutto velocissimo, mi avevi sorpreso, non avevo avuto modo di oppormi, ed ora ero bloccato sotto di te.
Pensai che volessi contarmi approfittando del vantaggio, ma non era così…
Non so se lo facesti in maniera istintiva oppure ci avevi pensato in precedenza, ma mi prendesti ancora più di sorpresa quando mi lasciasti le mani e con la tua sinistra mi afferrasti la nuca e mi sollevasti la testa, mentre piegavi la tua gamba destra e me la sistemavi sotto la testa sollevata.
Poi ti spostasti leggermente sul fianco destro per mettere il piede destro nell’incavo posteriore del ginocchio sinistro… dopodiché tornasti in posizione eretta.
“Bene, bene… sei mio… ora non mi scappi…”
Mi avevi sistemato proprio bene: eri seduta quasi sul collo, le tue gambe erano incrociate sotto la mia testa, con le mani mi bloccavi i polsi a terra, eri piegata su di me, con il seno nudo ed i capezzoli turgidi a pochi centimetri dal viso, e mi fissavi con aria truce...
Io invece potevo soltanto provare a dibattermi contorcendomi a destra e sinistra, sperando di disarcionarti o di farti allentare la presa, ed è quel che feci… ma fu tutto inutile…
Vedendo che i miei sforzi erano inutili, mi mollasti le mani, e ti piegasti ancora di più poggiando a terra le tue mani, fino a farmi sentire sulle guance il contatto delle tette… ma non era per il mio piacere che lo facevi… era per guardarmi negli occhi da vicinissimo, era per farmi sentire il tuo alito caldo, era per intimorirmi, era per farmi pesare la tua superiorità…
“Cosa ti dicevo?” Mi sibilasti in un orecchio… “…ti è piaciuto prendermi in giro…? ora me la paghi… ora mi diverto io…”
Mentre stringevi la morsa delle tue gambe intorno al mio collo, ti sollevasti con il busto eretto e le mani ai fianchi, mettendo in evidenza il tuo meraviglioso seno, in una posa vittoriosa e di superiorità che potevo solo subire impotente…
“Bene, bene… eccoci qua… tesoro… Come mai non ti vedo soddisfatto e beffardo come poco fa? Tu ci godi ad essere dominato, non è vero? Dunque questa situazione dovrebbe essere di tuo gradimento… eppure non sembra che tu sia tanto contento… strano… o forse vuoi che ti stringa un po' di più…? desideri che mi sieda sulla tua faccia e ti soffochi…?”
Ti stavi prendendo una rivincita in grande stile, mi prendevi in giro mentre le mie contorsioni ed i miei inutili tentativi di liberarmi diventavano sempre più deboli, tanto che ad un certo punto ti sentisti abbastanza sicura da sciogliere l’incrocio delle gambe, e rimanesti semplicemente seduta su di me con il busto sempre eretto e le mani ai fianchi, continuando a guardarmi dritto negli occhi…
Poi, lentamente, sbollì la tua rabbia e ti rilassasti.
“…sai… prima ero veramente incazzata con te… poi ho visto che riuscivo ad immobilizzarti, che ti dibattevi e ti contorcevi in tutti i modi, ma era tutto inutile…ho visto che non avevi nessuna possibilità di liberarti e mi sono calmata… meglio così… forse avrei potuto farti del male… ma ora mi godo la vittoria… è sempre bello vederti sotto di me, in mio potere e sottomesso… ora sento di amarti di nuovo…”
Ti eri rasserenata e rilassata e mi parlavi d’amore, ma la tua espressione non era per niente amorevole… non mi mollavi, e continuavi a starmi sopra, volevi prolungare il tuo godimento… mi guardasti in silenzio negli occhi per qualche tempo assaporando il trionfo, poi lentamente ti sollevasti dicendomi:
“Ed ora che ti sei riposato riproviamo!!! Abbiamo vinto un combattimento a testa… vediamo chi vince la bella…”
Ti mettesti subito in ginocchio, in posizione di partenza per un nuovo combattimento, in attesa che anche io fossi pronto, ma io ero titubante, forse ero intimorito dal tuo atteggiamento battagliero, o forse non ero molto fiducioso… cominciasti a dare segni di impazienza…
“E allora? Cosa c’è? Io sono pronta, e tu ti sei riposato abbastanza… vieni avanti, poche storie… fatti sotto e combatti…”
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